Il Teatro San Carlo ancora danneggiato nonostante la ristrutturazione

San Carlo

Si sa che la cultura, fonte inestimabile di conoscenza, che induce all’onestà intellettuale e che rende ogni individuo libero da ogni forma di ignoranza e di schiavitù, ha un potere disarmante, senza eguali. Purtroppo, spesso e volentieri, più che promuoverla non si fa altro che “annientarla”. È il caso del prestigioso Real Teatro di San Carlo di Napoli, fiore all’occhiello dell’arte partenopea che, nonostante i lavori di ristrutturazione, continua ad essere visibilmente danneggiato!san carlo ristruttirazione

Dopo quattro anni, alcune zone risultano ancora incompiute, come ad esempio l’intercapedine posto tra il palco di prima fila e la barcaccia sul palcoscenico (lato destro). Ecco i maggiori disagi: ci sono crepe, imperfezioni in ogni dove e parti di legno sono state sostituite con cemento armato. Per non parlare dell’acustica. Le cassette elettriche sono rimaste senza coperchio. La qualità del pavimento, dove poggia tutto e che avrebbe dovuto rifoderare le balaustre ed i palchi, a detta dei dipendenti, lascia a desiderare. Le poltrone che, dopo un anno circa, mostravano anch’esse segni di cedimento, con braccioli carenti. I pannelli risultano scollati e le pareti non hanno una buona levigatura: le foglie ornamentali hanno già assunto un colore piombo, a causa della superficialità con cui sono state trattate. Avrebbero dovuto infatti utilizzare oro zecchino. Ed ancora ci sono buchi tra le dorature, gli stucchi e le parti in muratura, macchie di umidità nei bagni adibiti al pubblico, delle crepe nei passaggi che portano al sottopalco. Il fregio floreale del soffitto è sfregiato, con vistose spaccature. Dulcis in fundo le sedie in velluto sono state sostitute da quelle in plaxiglass. Ecco alcune foto del Corriere del Mezzogiorno:

 

san carlo crepe

Roberto De Simone, regista e musicista che, per oltre settant’anni, ha calcato le scene del Teatro, anche da spettatore, ha fatto un appello a chi di dovere, incentrato in particolare sulla delicatissima questione legata all’acustica. Ecco le sue dichiarazioni, riportate sempre dal Corriere Del Mezzogiorno“Non mi permetto di fare commenti, né di suggerire alcuna scelta al presidente e ai membri del nuovo Consiglio di indirizzo. Ma non posso fare a meno di invitare tutti, innanzitutto il sindaco de Magistris, vertice del Cdi del Teatro, di rilanciare il Teatro partendo dall’apertura di un’indagine sui lavori di ristrutturazione realizzati durante gli anni del recente commissariamento. Il San Carlo è irriconoscibile, l’acustica è stata scempiata. Invito a cercare una soluzione perché ritengo sia inutile chiamare grandi personalità, voci prestigiose o illustri direttori d’orchestra, in una sala dove il loro lavoro risulterebbe totalmente vanificato. E parlo non da ingegnere, bensì da uomo di teatro dalle orecchie finissime, vissuto in questo luogo per settant’anni, come spettatore, regista, musicista. Mi sono messo in tutti i luoghi della sala, del golfo mistico, sul palcoscenico: i suoni non girano più, ma variano da punto a punto mentre, le voci, si sentono solo se i cantanti si sporgono al proscenio.” 

Ai lettori la parola ed i commenti.

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