Pompei, accordo stipulato: ripartono gli scavi. Ecco i dettagli

Scavi Pompei

Ripartiranno gli scavi per la città di Pompei: ieri, 2 aprile, è stato concordato il patto tra l’Università Federico II di Napoli e la soprintendenza speciale per Ercolano, Pompei e Stabia, che prevede interventi per lo studio ed il restauro della parte nord-occidentale di Pompei, fino alla cinta muraria. Saranno coinvolti architetti, botanici, ingegneri ed archeologici.

Il sopraintendente Massimo Osanna ed il rettore dell’Università Gaetano Manfredi hanno focalizzato l’attenzione su personaggi illustri e di rilevanza del passato, quali Giuseppe Fiorelli, ovvero l’archeologo che divise gli Scavi in insulae e regiones e che si ingegnò per ottenere i calchi degli abitanti di Pompei che morirono a causa dell’eruzione. Ecco le sue dichiarazioni in merito, riportate dal Corriere del Mezzogiorno: “A quel tempo a Pompei c’era una situazione non tanto diversa da oggi, con un grande fermento e grandi lavori in corso. Proprio l’area in cui Fiorelli volle la sua scuola è quella prescelta”. 

Come affermato dal rettore, i sopralluoghi sono già in corso, ci vorrà però molto tempo, anche se l’accordo è di tre anni: i primi sei mesi verteranno più che altro sulla progettazione. Purtroppo c’è da sottolineare che lo stato dei monumenti risente a causa della vegetazione infestante e si dovrò decidere quali piante sacrificare. Saranno restaurati e valorizzati le domus, ancora poco conosciute, si provvederà al disboscamento ed alle misure di sicurezza dei terreni attualmente in pendio. Tutti i reperti che saranno eventualmente ritrovati saranno esposti nell’area stessa, all’interno di un edificio dell’800, con il conseguente allestimento di un percorso inerente, anche per i disabili.

Un’altra indagine interessante verterà sui “cumuli borbonici”, che sono stati depositati nella zona dagli sterri del 700 e che dovrebbe essere ricchi di materiali, considerati di scarto a quell’epoca.

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