Anche l’Istat contro il Governo: Il Sud resta indietro per colpa dello Stato

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Secondo un rapporto Istat arrivato ieri, l’Italia è in crescita, con un Pil dello 0,3% in più nel primo trimestre del 2015. Si avvertono quindi segnali di ripresa economica. Ma, secondo lo sesso rapporto, il sud resta indietro.

Gli indicatori infatti indicano prospettive positive per quest’anno, ma il presidente dell‘Istat, Giorgio Alleva, avverte: al sud persiste un grande divario, un divario che si sta peraltro allargando, proprio perché, sottolinea Alleva, le politiche vanno in una sola direzione, e questo crea ritardi nella crescita del sud con il resto del paese.

Un’accusa pesante insomma e quantomai veritiera, sulla quale il ministro Delrio dice di non essere d’accordo. In un’intervista rilasciata a “ilmattino.it“, Delrio sostiene che il presidente del consiglio, Matteo Renzi, ha messo il mezzogiorno al centro delle scelte strategiche e che al sud sono aumentati gli appalti per le opere pubbliche e sono stati stanziati fondi europei per Taranto e Bagnoli.

Forse Delrio ha la memoria corta, ed ha già dimenticato il taglio dei fondi per l’autostrada Catania-Ragusa, per esempio, oppure i fondi bloccati per la costruzione delle ferrovie del sud accampando la scusa delle troppe rocce. Il famoso decreto Sblocca Italia prevede fondi stanziati per il nord che ammontano a circa 4,6 miliardi di euro solo per alcune regioni, contro i 60 milioni per tutte le regioni del sud. Alla faccia di un meridione al centro delle scelte strategiche.

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