No all’Autonomia Differenziata: i Comitati NOAD si riuniscono a Napoli in assemblea
Giu 09, 2026 - Luigi Vittorio Cesarino
Sabato 6 giugno si è tenuta l’Assemblea nazionale dei Comitati per il ritiro di ogni Autonomia Differenziata al Maschio Angioino di Napoli. Hanno partecipato all’evento più di 100 persone provenienti da circa 20 province italiane, tutte unite nell’opposizione alla legge “spacca Italia” che per i Comitati e il Tavolo NOAD mina i principi di uguaglianza della Costituzione.
Le conclusioni dell’assemblea per il ritiro di ogni Autonomia Differenziata
L’assemblea ha evidenziato come la legge sull’Autonomia Differenziata voluta dal governo, e in particolare dal ministro per gli affari regionali e le autonomie della Repubblica Italiana Roberto Calderoli, non è una risposta ai bisogni dei cittadini, ma risponde piuttosto agli interessi di classe degli imprenditori del nord.
Il nord ha sempre sfruttato il meridione come “serbatoio di manodopera”, e oggi il governo Meloni intende trasformare il Mezzogiorno in un vero e proprio hub energetico, riducendolo in una vera e propria ZES (Zona Emarginata Speciale).
L’Assemblea si è aperta con gli interventi di Dianella Pez e quello di Carmen D’Anzi (Garante dei detenuti di Potenza) oltre a Massimo Villone, Marco Esposito, Emiliano Brancaccio e Pietro Spirito. Sul piano istituzionale è arrivato un saluto scritto di Roberto Fico (presidente della Regione Campania) e un videomessaggio di Michele De Pascale (presidente dell’Emilia Romagna), che ha presentato ricorso alla Consulta su alcune norme della legge di Bilancio.
Le strategie operative e il piano d’azione
Queste le iniziative proposte per proseguire l’attività di contrasto alla legge: mentre a livello parlamentare si chiede all’opposizione di presentare una “pioggia di emendamenti”, e alle regioni guidate da M5S e PD di fare ricorso alla Corte Costituzionale contro le pre-intese, i Comitati hanno raccolto 1.300.000 firme per un referendum abrogativo. Il Tavolo NOAD promette ulteriori assemblee per continuare la lotta all’Autonomia Differenziata proposta dal governo.
I comitati sottolineano anche l’importanza dell’interstizialità delle lotte evidenziando i nessi tra autonomia differenziata, politiche di riarmo, guerra, politiche ambientali e precarizzazione del lavoro. Infine, la richiesta a tutte le forze che si candideranno alle elezioni 2027: inserire nel programma la cancellazione del comma 3 dell’art. 116, unico atto che impedirebbe in futuro di accedere a forme di autonomia differenziata.
