È napoletano il nuovo direttore della National Gallery: “Seguite i vostri sogni”

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Si parla sempre dei difetti del nostro paese, ma esistono davvero tantissime eccellenze italiane e una di queste, Gabriele Finaldi, di origini napoletane, è stato scelto dalla National Gallery come prosecutore di Nicholas Penny, venuto a mancare lo scorso anno. Finaldi, nato a Londra nel 1965, ha padre napoletano e a differenza di molti immigrati ha avuto una vita agiata e di successo. Ha studiato a Londra ma anche a Napoli, laureandosi in Storia dell’Arte presso il Courtauld Institute of Art nel 1989 con una tesi su Jusepe de Ribera, meglio conosciuto come Spagnoletto, che dalla Spagna era giunto in Italia e qui aveva fatto la sua vita. Finaldi ha compiuto il percorso contrario del pittore da lui tanto amato e da Napoli è giunto in Spagna, precisamente al Museo del Prado, dove è stato responsabile delle collezioni, dei progetti di ricerca, delle esposizioni e del restauro. Gli spagnoli lo hanno amato molto, tanto da definirlo “l’uomo che ha reinventato il Prado”.

Da poco il presidente del Real Patronato, José Pedro Perez Llorca, e il direttore del Prado, Miguel Zugaza, hanno confermato che Finaldi abbandonerà la Spagna ed entrerà in carica a Londra il 17 agosto come direttore della National Gallery. Nel frattempo Gabriele Finaldi, giunto in Italia e in Campania per le vacanze, come spesso fa visto che è stato cresciuto con la musica, la cucina, le abitudini italiane, si rilassa e intervistato dal Corriere del Mezzogiorno ha raccontato la sua emozione e ha consigliato a tutti i giovani napoletani e meridionali di seguire sempre i loro sogni, il tutto in un italiano perfetto: “Io credo che si debbano perseguire i propri interessi, le proprie passioni, anche se per far questo di deve andare via, magari per un periodo. È molto importante e si deve esser pronti a fare sacrifici per riuscirci. Personalmente sono molto contento e so di essere fortunato a lavorare nel campo che mi interessa, in istituzioni favolose, ad avere la carriera che ho avuto e che avrò in futuro.”

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