Torna l’ora solare: quando spostare le lancette dell’orologio

Il conto alla rovescia sta per iniziare, a breve potrete dormire un’ora in più. Perché? L’ora solare sta per tornare costringendo tutti a spostate le lancette dell’orologio un’ora indietro. Come ogni ultima domenica di ottobre lasceremo l’ora legale per poi ritrovarla l’ultimo weekend di marzo. Lo so, molti di voi staranno pensando che spostando gli orologi daremo il definito benvenuto alla stagione invernale e che vedremo calare il buio molto prima, ma sapete a cosa si deve questa variazione? L’obiettivo è risparmiare energia approfittando della luce solare che durante le stagioni estive è maggiore.

Franklin
Benjamin Franklin

Ma quando nasce l’ora legale? Era il 1874 quando Benjamin Franklin, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti d’America, scrisse un saggio in cui suggeriva di spostare l’orologio in avanti in primavera e indietro in autunno per risparmiare sull’impiego di candele. Egli definì questa variazione “daylight saving time”. Nessuno, o quasi, diede peso alla sua proposta. Solo nel 1907 William Willet, un costruttore inglese, attraversando la campagna a cavallo vide che nonostante fosse mattina presto e iniziasse a diffondersi la luce del sole, le tende delle abitazioni erano ancora abbassate. Pensò che fosse uno spreco non utilizzare i raggi del sole per illuminare gli interni, decise quindi di scrivere un pamphlet, breve opuscolo, in cui sosteneva che la nazione avrebbe dovuto spostare avanti le lancette di almeno venti minuti nelle domeniche di aprile, riportandole indietro in quelle di ottobre. Le idee di Franklin e Willet furono prese in considerazione solo con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, durante la quale si pensò alla necessità di risparmiare carbone per destinarlo allo sforzo bellico. Il parlamento inglese promulgò così il British Summer Time Act, che stabiliva di spostare le lancette degli orologi un’ora avanti in primavera e un’ora indietro in autunno. Il primo paese ad adottare questo provvedimento fu la Germania. Poco dopo l’atto fu applicato anche in Italia, rimanendo in uso fino al 1920. Durante la Seconda Guerra Mondiale l’ora legale, prima di essere nuovamente abolita, raggiunse il suo periodo di massima durata, dal 14 giugno del 1940 al 2 novembre 1942. Fu adottata definitivamente solo nel 1965. Fino al 1980 durava però solo quattro mesi, le settimane furono aggiunte con il passare degli anni fino ad arrivare alla durata odierna solo nel 1996. Grazie all’introduzione definitiva dell’ora legale il risparmio energetico pro capite dell’Italia è di circa 1,42 euro all’anno: può sembrare poco, ma se consideriamo la nazione e il fatto che siamo importatori di energia, si tratta in realtà di un grosso risparmio. I mesi definitivi durante i quali deve avvenire il passaggio tra ora legale e ora solare sono stati anche stabiliti dalla direttiva 2000/84/Ce del Parlamento Europeo e del consiglio del 19 gennaio 2001.

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Ma nonostante siano ormai quasi vent’anni che viviamo cambiando i nostri orari, c’è ancora chi non si è abituato a questo spostamento di lancette. Da un’indagine del Codacons (Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori) del 2008, risulta che il cinquanta per cento degli italiani non gradisce il passaggio tra l’ora legale e quella solare e che l’ottanta per cento degli abitanti del bel Paese vorrebbe l’eliminazione di quest’ultima. Ma nonostante le rimostranze, l’alternanza è attualmente in vigore in circa settanta paesi.

Fonti: Piero Tempesti, “Il calendario e l’orologio”, Roma, Gremese, 2006
“Il Codacons chiede l’eliminazione dell’ora solare: favorevole l’80% degli italiani” su Codacons.it, 28 marzo 2008
R. Albini, “Occupato! Leggere sul trono del sapere”, Milano, Kowalski, 2005

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