Vaccino covid, gli esperti si dividono tra pro e contro l’obbligatorietà

La corsa al vaccino anti covid è quasi terminata, a gennaio l’Italia avrà le sue prime dosi da somministrare principalmente ai soggetti a rischio come anziani, medici ed operatori sanitari. Fa discutere però l’ipotesi che il vaccino possa essere reso obbligatorio, anche se il Premier Conte ieri ha escluso la cosa, c’è ancora qualche esperto che vorrebbe cavalcare questa linea soprattutto per l’ondati di no-vax sparsa per il Mondo.

Alcuni esperti hanno espresso la propria opinione in merito al vaccino anti covid al giornale “Open” dividendosi tra chi preferisce l’obbligatorietà e chi invece no.

E’ dell’idea di un convincimento di massa Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università Statale di Milano: “È chiaro che, in questo momento storico, l’antivaccinismo dilagante impone che queste decisioni si muovano su un piano più politico. E allora, accettando il contesto sociale, mi pare che la soluzione più percorribile sia quella del convincimento della popolazione. Non l’obbligo“.

Massimo Andreoni, direttore di Malattie infettive dell’Università Tor Vergata a Roma, preferirebbe una vaccinazione obbligatoria come fu per la tubercolosi: “Un intervento che riesca a bloccare questa diffusione, e cioè la vaccinazione, credo che abbia tutti i canoni dell’obbligatorietà. Anche perché la tutela di un bene comune, in questo caso la sanità pubblica, è qualcosa che merita un obbligo. Ricordo che anche per la tubercolosi riceviamo un trattamento obbligatorio”.

Massimo Pistolesi, pneumologo dell’Università di Firenze, punta sulla scienza e sulla sua verità: “Vorrei che le persone ragionassero in modo corretto senza che si rendesse necessaria l’obbligatorietà. Di negazionisti, anche famosi, che si sono ammalati ne abbiamo visti tanti.

Non vorrei prestare il fianco a chi utilizzerebbe l’obbligo del vaccino per dire che ci è stata sottratta la democrazia. Piuttosto, ricordiamo loro che vaiolo e poliomielite non esistono più e lasciamo che sia la fiducia nella scienza a persuaderli“.

Guido Forni, immunologo dell’Accademia dei Lincei e dell’Università di Torino, infine punta anche egli sul convincimento delle persone e non sull’ obbligatorietà: “Si formerebbero partiti pro-vaccini e partiti contro-vaccini. Grandi discussioni di piazza e su tutti i media che aumenterebbero il caos intorno a un concetto che, in realtà, è semplice: i vaccini aiuteranno a combattere il Coronavirus e gli effetti collaterali, seppur ci saranno, avranno percentuali trascurabili“.

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