Coronavirus, 4 decessi in 24 ore al San Leonardo di Castellammare: “Ospedali al collasso. Interventi immediati”

Quattro decessi sono stati registrati nelle ultime 24 ore a causa del Coronavirus all’Ospedale “San Leonardo” di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli. I decessi, si apprende dalla Asl Napoli 3 Sud, sarebbero avvenuti all’interno del pronto soccorso, presso il quale i pazienti sono stati assistiti regolarmente.

I primi due decessi sono stati registrati nella giornata di ieri, mentre gli altri due pazienti sono deceduti nel corso della notte appena trascorsa. Il pronto soccorso dell’ospedale di Castellammare di Stabia, al momento è l’unico in grado di servire l’area vesuviana a causa del momentaneo stop di Vico Equense e Gragnano e con la conversione di Boscotrecase in Covid Hospital.

La situazione nel pronto soccorso stabiese viene definita “sotto controllo”: sono in via di attivazione ulteriori trenta posti letto di degenza destinati a pazienti Covid negli spazi allestiti a supporto delle attività del pronto soccorso.

Questa mattina però il sindacato FIALS (Federazione Italiana Autonoma Lavoratori Sanità) ha inviato una lettera, firmata dal segretario generale Antonio Grimaldi, al direttore generale, indirizzata al direttore Sanitario e al direttore amministrativo, in cui vengono chiesti interventi immediati essendo i nosocomi di Nola e Castellammare sono sull’orlo del collasso.

Questo perché entrambi gli ospedali sono sottoposti ogni giorno ad una mole di lavoro impressionante. Inoltre la FIALS chiede di trovare delle soluzioni adeguate anche per la sopravvivenza di chi si reca in ospedale per altre patologie, dato che laddove non è possibile ridurre il sovraffollamento dei nosocomi, inevitabilmente le persone muoiono. Una dura realtà a cui va presto trovata una soluzione prima che la situazione peggiori.

“L’aumento considerevole dei contagi da covid-19 in Campania sta mettendo a dura prova le tenuta delle strutture sanitarie pubbliche in Campania ed in particolare nel territorio dell’ASL NAPOLI 3 SUD, dove le carenze dell’offerta ospedaliera sono più gravi che altrove. I due principali nosocomi dell’azienda, Nola e Castellammare, sono sottoposti ad una mole di lavoro impressionante che determina uno scenario drammatico in cui sono saltate le distanze di sicurezza tra i pazienti, mentre le file di ambulanze in attesa sono una scena pressoché quotidiana.

E’ pur vero che a fronte di una domanda crescente di emergenza covid, è naturale potenziare la rete covid con una conversione di reparti già dedicati ad attività di elezione in nuovi reparti Covid-19, ma contestualmente va garantita la sopravvivenza di quanti ricorrono al sistema di emergenza ed urgenza per altre importanti patologie. Purtroppo la pressione notevole sulla sanità pubblica per effetto della pandemia da Covid, mette in serio rischio tutti i malati oncologi, diabetici, cardiopatici, ed altri che non ricevono adeguata assistenza se non addirittura sono lasciati al loro destino.

Gli Ospedali di Nola e Castellammare sono gli unici presidi classificati DEA di I livello ed in questi giorni hanno visto esaurita la loro capacità ricettiva a causa di un numero impressionante di pazienti affetti da covid-19 o da sintomi riconducibili a covid-19 che hanno causato più volte l’impossibilità di accedere ai pronti soccorso con rischi incalcolabili per l’utenza che non riesce a ricevere assistenza.

Gravissima è la situazione nell’Ospedale di Nola dove al pronto soccorso non si riesce a garantire l’accettazione nemmeno ai casi in codice rosso, con conseguente rischio concreto di incremento di morti evitabili. E’ indispensabile pertanto che i due più grandi presidi ospedalieri dell’ASL NAPOLI 3 SUD nel mentre assicurino una adeguata offerta Covid, mantengano in vita la rete di emergenza ed urgenza per le altre patologie.

In buona sostanza occorre trovare soluzioni adeguate ed urgenti per preservare i due pronti soccorsi dei presidi di Nola e Castellammare perché diversamente si rischia il disastro sanitario non solo per l’espandersi del contagio da covid, ma anche per l’aumento di tante morti per altre patologie che potevano essere evitate. Naturalmente questo Sindacato è disponibile, se necessario anche ad un confronto, per trovare soluzioni condivisibili, per scongiurare la catastrofe”.

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