Toni Servillo avrà la cittadinanza onoraria di Napoli

Toni Servillo

Mercoledì 30 Aprile con una cerimonia che si terrà al Maschio Angioino, l’attore Toni Servillo riceverà la cittadinanza onoraria di Napoli, su proposta del sindaco Luigi de Magistris e con delibera della Giunta Comunale. Al conferimento si potrà assistere in diretta streaming sul sito Internet del Comune.

Servillo, che ha raggiunto l’apice del successo con il film “La Grande Bellezza”, diretto da Paolo Sorrentino e vincitore dell’Oscar quale miglior film in lingua straniera, oltre che un attore cinematografico è soprattutto un attore teatrale. Il teatro, senza nulla togliere al cinema, è il luogo in cui si evidenzia meglio il talento di un artista: sul palco, direttamente davanti al pubblico, non sono ammessi (eccessivi) errori, non è consentito farsi prendere dall’emozione, non sono consentite gaffes, non si può “girare meglio” una scena, è e deve essere buona la prima – insomma, se si è bravi attori a teatro lo si sarà anche dietro la macchina da presa, mentre il contrario è vero poche volte, almeno a mio giudizio. Toni Servillo è un ottimo interprete teatrale, inserendosi all’interno della tradizione partenopea che ha conosciuto grandissimi artisti e la cui vocazione risale a millenni or sono – infatti perfino l’imperatore Nerone venne ad esibirsi a Napoli, la capitale delle arti musicale e teatrale – e la sua capacità di essere il centro verso cui converge l’attenzione del pubblico e dello stesso regista che lo dirige, oltre agli altri meriti frutto del talento, sottolinea proprio la grandezza del suo essere artista: la sua è la capacità dei grandi, era una di quelle che aveva anche Eduardo.

Toni Servillo e Paolo Sorrentino
Toni Servillo con il regista Paolo Sorrentino

Detto questo può sembrare superfluo questo riconoscimento, perché Servillo, seppur sia nato ad Afragola e risieda a Caserta, è già napoletano, essendo la napoletanità una questione di spirito e non questione di carte e documenti, e invece può essere un segnale, un sintomo del tentativo di dare sempre più importanza alla cultura, lo strumento più importante che ha a disposizione Napoli per riscattarsi.

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