Flash mob di archeologi e restauratori in difesa del Centro Storico

Flash mob in piazza San Domenico Maggiore

Giovedì 17 Aprile 2014, alle ore 17.00 in piazza San Domenico Maggiore a Napoli, i restauratori e gli archeologi napoletani metteranno in atto un flash-mob per la salvaguardia del Centro Storico della propria città, ponendo in tal modo all’attenzione degli amministratori dei Beni Culturali le necessità sia dei beni che di coloro che lavorano nel settore.

Questo è quanto scrive Fillea CGIL Napoli sul proprio sito:

Raccomandiamo ai partecipanti di portare un camice o una tuta da lavoro, un casco e un attrezzo (spatolina, pennello e tavolozza, bisturi fisso, ecc. ovvero qualsiasi attrezzo che renda riconoscibile il nostro lavoro). La FILLEA CGIL CAMPANIA con la FILLEA CGIL NAPOLI e l’ANA hanno organizzato un Flash Mob nel centro storico di Napoli, per porre all’attenzione di tutti i cittadini le problematiche del settore dei Beni Culturali, per produrre lavoro ed occupazione di qualità. Il grande progetto denominato “Centro storico di Napoli, valorizzazione del sito Unesco” riguarda interventi per il recupero e la valorizzazione del centro storico di Napoli, non solo attraverso il restauro di monumenti ed edifici storici, ma anche tramite un’articolata serie di interventi sul tessuto urbano, dagli impianti tecnologici ai sottoservizi e all’arredo urbano. Il programma è stato elaborato d’intesa fra il Comune, la Regione, la Direzione regionale del Ministero dei Beni Culturali, con le Sovrintendenze interessate, l’Arcidiocesi e il Provveditorato alle opere pubbliche. Finalmente sono stati pubblicati i primi bandi di gara dal Provveditorato alle Opere Pubbliche della Campania e Molise, che è la stazione unica appaltante, scaduti i termini dei bandi si procederà con la redazione dei progetti esecutivi e entro quest’anno dovranno aprire i primi cantieri nel cuore della nostra città. Il progetto ha già subito una drastica riduzione dei finanziamenti! Si è passati, infatti,da 200 a 100 milioni di euro, ma può ancora essere, nonostante i ritardi clamorosi, una grande opportunità per i tanti lavoratori del restauro e dell’archeologia che sono in cerca di lavoro, in un territorio dove l’occupazione per queste figure professionali dovrebbe essere in abbondanza. In Campania, prima della crisi, c’erano circa 3.000 restauratori, ma purtroppo in questi ultimi anni tanti sono stati costretti a trasferirsi per trovare un’occupazione dignitosa e tanti altri sono stati obbligati, invece, a cambiare completamente lavoro, con una dispersione drammatica di saperi e professionalità. Stessa cosa dicasi per gli archeologi e le archeologhe, che da anni attendono un riconoscimento della loro professione e che attualmente lavorano sui cantieri senza avere la ben che minima forma di tutela lavorativa, subendo spesso il ricatto di accettare un lavoro sottopagato piuttosto che restare disoccupati. Il Grande Progetto Unesco, sarà tale se riuscirà a promuovere un coinvolgimento d’imprese che fanno del rispetto delle regole un parametro prioritario, in particolar modo sul costo del lavoro attraverso il DURC per congruità. Non vorremmo assistere al consolidato malcostume delle imprese, dove spesso, dietro il paravento della Partita IVA, si nasconde un lavoro mal pagato e nei fatti subordinato, oppure che le stesse, sempre le solite, applichino il contratto più conveniente per soddisfare le loro esigenze economiche, senza nessun controllo! Il progetto è un’occasione storica da non perdere, per tutto quello che rappresenta, per lo sviluppo urbanistico, edilizio, sociale e ambientale di Napoli, per l’opportunità di un lavoro dignitoso per gli archeologi ed i restauratori di Napoli e della Campania.

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