Il ponte è pericolante, ci passa sotto la Cumana: “Abbiamo paura che crolli”

Napoli – Dopo la tragedia a Genova, dovuta al crollo del ponte Morandi, l’Italia è stata attanagliata da un terrore generale che ha incentivato i controlli di tutte quelle strutture che non sono sicure o al limite dell’agibilità, così da evitare di piangere altri morti.

Per tale motivo l’Eav, l’ Ente autonomo del Volturno, ha spedito una lettera la Comune di Napoli per denunciare la criticità del cavalcaferrovia nei pressi della stazione di Edenlandia a Fuorigrotta, un percorso pedonale che collega via Diocleziano con viale Kennedy.

La pericolosità di questo ponte sta appunto nella sua visibile condizione di inagibilità. Un suo ipotetico collasso potrebbe causare pericolo non solo per i pedoni che utilizzano il cavalcavia per passare da una parte all’altra della stazione, ma le macerie potrebbero colpire i treni della Cumana che transitano al di sotto, pericolosissimo per i pendolari.

Dalla lettera inviata al Comune, l’ingegnere Antonio Neola dichiara quanto quel cavalcavia sia critico e anche se la gestione del ponte non rientri nelle loro competenze, è importante intervenire con sollecitata urgenza, controllarne la staticità: “dando rassicurazione all’Eav circa il permanere delle condizioni di sicurezza per l’esercizio ferroviario”.

Da qualche ora, all’entrata delle scale per il cavalcavia è stato affisso un avviso di chiusura al transito dei pedoni. Tuttavia la sospensione del transito non solo costringe le persone a seguire percorsi più lunghi, ma non ne diminuisce l’enorme pericolosità, visto che i treni Cumana continuano a passarci sotto. Si spera che il Comune invii un gruppo di esperti così da risolvere quanto prima questo problema.

Intanto, i cittadini che usufruiscono della Cumana temono che il ponte possa crollare, anche se la Municipalità è intervenuta per sedare gli animi parlando di chiusura non emergenziale.

In realtà questo problema era già stato denunciato qualche settimana fa dal gruppo dei Giovani Democratici Fuorigrotta, utilizzando come mezzo di comunicazione con il Comune, sempre una lettera:

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