Emergenza smog a Napoli: le zone della città dove l’aria è più inquinata

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L’emergenza smog a Napoli desta molta preoccupazione. I dati che emergono dalle analisi fatte da Legambiente e Ferrovie dello Stato, infatti, sono tutt’altro che incoraggianti. In alcune aree della città, la qualità dell’aria è pessima, raggiungendo picchi negativi piuttosto elevati. Le zone più critiche sono quella del Porto e della stazione centrale, ma anche quella del centro storico, dove la situazione dovrebbe essere migliore grazie a zone a traffico limitato come piazza Bellini.

La qualità dell’aria è stata monitorata per un’ora nelle giornate del 13, 14 e 17 gennaio, misurando la quantità di polveri sottili, che variano da un minimo di 9,82 ad un massimo di 81,89 microgrammi/mc (come media oraria). Nello specifico il monitoraggio ha riguardato Piazza Bellini (media oraria di 55,95 µg/mc), Piazza del Municipio di fronte al Porto (media oraria di 81,89 µg/mc), l’area della stazione centrale nelle vicinanze della circumvesuviana e dell’autostrada (26,90 µg/mc), via Porta di Massa (24,31 µg/mc), Galleria Quattro Giornate (23,20 µg/mc), l’istituto tecnico industriale Augusto Righi (9,82 µg/mc), Via Enrico Pessina 42 (10,34 µg/mc).

A Piazza Municipio si è registrato il valore più alto: 146 µg/mc. Ma anche altre zone della città hanno registrato valori ben al di sopra della norma. In Piazza Bellini, ad esempio, si è registrato un picco di 64 µg/mc, sebbene si tratti di una zona a traffico limitato. Legambiente sottolinea come l’uso intensivo dei mezzi costituisca uno dei principali fattori dell’inquinamento atmosferico.

Chiaramente, limitare l’utilizzo della macchina, di fatto, si scontra con l’inconsistenza dei mezzi pubblici in Campania, come dimostra l’ultimo rapporto di Pendolaria. Che il problema dello smog a Napoli sia piuttosto serio, però, lo si capisce anche dalla recente ordinanza comunale, che ha vietato la circolazione veicolare in città lo scorso 22 febbraio.

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