Campania, trasporto pubblico disastroso: treni vecchi e migliaia di pendolari scelgono l’auto

circumvesuviana

Il dossier 2018 di Pendolaria lascia poco spazio all’immaginazione. Il trasporto pubblico al Sud – specie in Campania – vive in una crisi profonda. L’annuale rapporto di Legambiente, infatti, evidenzia come nel corso degli ultimi anni si siano persi migliaia di pendolari, soprattutto nella nostra regione. Servizi inefficienti, ritardi, treni vecchi: sono solo alcune delle cause che hanno spinto i cittadini all’utilizzo dell’auto, abbandonando il trasporto pubblico.

Al Sud – si legge nel dossier – è più urgente intervenire, perché i treni sono più vecchi, con un’età media dei convogli nettamente più alta con 19,2 anni, e rimasta costante nell’ultimo anno perché nonostante l’immissione in servizio di alcuni nuovi treni continua a pesare l’invecchiamento della flotta storica. E’ quindi ancor più evidente il disavanzo rispetto ai 12,4 anni del Nord (dove la media sta calando più velocemente: dai 16,6 del 2015 e rispetto ai 13,3 del 2016) ma anche alla media nazionale di 15,4 anni“.

In Campania, l’età media rimane alta (19,8) soprattutto a causa dell’anzianità del parco rotabile di EAV (ex Circumvesuviana, Sepsa e MetroCampania NordEst), ma sono previsti investimenti, con 40 nuovi treni (per Trenitalia) nei prossimi anni. L’inefficienza del trasporto pubblico si riflette, poi, sul numero dei pendolari, drasticamente calato. In Campania, infatti, dal 2011 ad oggi, i pendolari sono crollati del 34%, passando dai quasi 500mila del 2011 ai 308.484 dello scorso anno.

Si sono persi circa 158mila passeggeri che hanno ripiegato sui veicoli privati. Non è un caso, quindi, che nello stesso periodi preso in esame da Legambiente, sia aumentato di 79mila unità il numero dei veicoli, quasi la metà dei pendolari “persi” in questi ultimi anni. Per ulteriori approfondimenti, vi rimandiamo al dossier completo di Pendolaria 2018.

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