Napoli, il nuovo “gioco” delle baby gang: schiaffeggiare i passanti in corsa sullo scooter

Un nuovo gioco è stato inventato dalle baby gang che sta già purtroppo spopolando per le strade di Napoli. Il “gioco” consiste nel girare in scooter rigorosamente senza casco e filmarsi con il cellulare mentre si schiaffeggiano in corsa i cittadini, uomini, donne, bambini o anziani, chiunque venga preso di mira al momento.

“Una sana educazione, in tenera età, è la base da cui partire per crescere una generazione civile e onesta. Ma non tutti afferrano il concetto. La deriva che stanno assumendo i comportamenti di una grossa fetta dei ragazzini di Napoli e provincia ci preoccupa parecchio. Come dimostra un video inviatoci da un cittadino, il ‘gioco’, se così possiamo definirlo, che sta spopolando fra i ragazzini, è quello di girare in scooter ovviamente senza casco e filmarsi mentre si schiaffeggiano, in corsa, ignari cittadini. Una follia pericolosa.

“E non è tutto. Di notte gang di giovani in scooter si divertono a gareggiare in piazza del Plebiscito, attraversandola dal palazzo dell’Esercito a quello della Prefettura e viceversa, ignorando la presenza dei militari e delle forze dell’ordine. Nella notte tra sabato e domenica sono passati decine di scooter indisturbati nell’area pedonale. Sono tantissimi i ragazzini quelli che girano in motorino, rigorosamente senza casco, in due o anche in tre.

“La domenica mattina, purtroppo, è diventata una consuetudine fare la conta dei danni causati durante i bagordi del sabato sera da questi giovani teppistelli. Come è possibile che i genitori non si accorgono che in piena notte i figli non sono ancora rientrati? Cosa bisogna fare per evitare che questi ragazzi vadano in giro a compiere atti vandalici?”.

Lo hanno dichiarato Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi, e Gianni Simioli, conduttore radiofonico.


“Ci è arrivata addirittura una segnalazione di un ragazzino in sella ad uno scooter (come passeggero di quella che supponiamo essere la madre) in via Foria con indosso una maglia recante un messaggio: “Coca e caviale”. Un capo d’abbigliamento che inneggia palesemente alla criminalità e all’illegalità. Senza tralasciare il fatto che entrambi erano senza casco. Sono ‘piccoli’ segnali che rappresentano il preludio di un’educazione all’insegna della delinquenza. La situazione di questi ragazzini sta sfuggendo di mano. La Prefettura –hanno aggiunto Borrelli e Simioli – deve capire la portata del problema e predisporre interventi mirati e concreti, o finiremo solo per allevare nuovi delinquenti che andranno a rinforzare gli eserciti della camorra. Per quanto ci riguarda per iniziare un contrasto serio ribadiamo la proposta di levare fin dalla nascita i figli alle famiglie dei clan e loro affiliati”.

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