Le foto delle ruspe in azione a Torre del Greco

abusivismo torre del greco

Avevamo già parlato della famiglia Iacomino e dell’abbattimento del loro fabbricato a Torre del Greco, nei pressi del colle di Sant’Alfonso. Le ruspe continueranno il loro lavoro ancora per una settimana per la completa demolizione dell’edificio abusivo.

E’ una guerra tra poveri questa, tra chi si vede abbattere la casa dove ha sempre vissuto e chi per quello e tanti altri abusi vive in un territorio violentato da anni e dove oggi far turismo è davvero difficile.

Gli unici colpevoli? Sono sempre loro, gli amministratori, che per anni hanno fatto finta di non vedere, di non controllare e di far accettare a tutta la cittadinanza, con il loro beneplacito, l’abuso come prassi.

Di seguito riportiamo l’articolo del Metropolisweb, che analizza soprattutto il dramma della famiglia Iacomino. In fondo le foto dell’abbattimento dell’immobile.

abusivismo torre del greco

Le promesse dei politici, gli appelli alla prefettura di Napoli, l’interessamento del cardinale Crescenzio Sepe, i protocolli firmati con la procura di Torre Annunziata, i viaggi della speranza a Roma. Tutto inutile. La battaglia per garantire il diritto alla casa comincia con una pesante sconfitta per la quarta città della Campania: le ruspe sono ugualmente sbarcate a Torre del Greco, trasformando in drammatica realtà l’incubo che terrorizza circa migliaia di famiglie della città del corallo.

A finire già sotto i colpi delle pale meccaniche, il «simbolo» dell’abusivismo edilizio sotto il Vesuvio: una palazzina di tre piani di via dei Monaci – a ridosso del colle di Sant’Alfonso, con veduta sul golfo di Napoli – costruita senza alcuna autorizzazione a cavallo tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta.

Una violazione di legge che successivamente era stata «sanata» attraverso il condono edilizio rilasciato dalla precedente amministrazione comunale guidata dall’ex sindaco Ciro Borriello: un «pezzo di carta» costato complessivamente 70.000 euro – quarantacinque milioni di lire la cifra versata nel 1994 per l’istanza necessaria per regolarizzare l’immobile fuorilegge e 50.000 euro pagati nel 2009 per gli oneri urbanistici – e «cancellato» dalla soprintendenza per i beni paesaggistici, così come tutti i condoni edilizi rilasciati dal Comune di Torre del Greco.

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L’inizio della fine per la famiglia di Raffaele Iacomino, puntualmente raggiunta dall’ordine di abbattimento firmato dalla procura generale di Napoli. Un provvedimento impugnato davanti al tribunale amministrativo regionale della Campania che, tuttavia, si pronuncerà in via definitiva – la richiesta di sospensiva è stata rigettata – solo a ottobre. Quando l’elegante palazzina di via dei Monaci sarà stata completamente rasa al suolo: secondo il cronoprogramma dei lavori, infatti, le ruspe dovranno buttare giù l’immobile entro il 15 luglio. Un’opeazione che i proprietari del fabbricato hanno deciso di eseguire in proprio – in modo da prendere tempo sull’ordine di abbattimento deciso dalla procura generale di Napoli – aggiungendo il danno economico alla beffa di perdere il tetto sotto cui vivevano anziani e disabili.

Le ruspe sono entrate in azione da tre giorni, cominciando a demolire le pareti esterne della palazzina. «I lavori di demolizione sono costati 150.000 euro – racconta Lucio Iacomino, figlio della coppia titolare di un’attività di florovivaismo -. Soldi che si aggiungono alle spese già sostenute per ottenere il condono edilizio, poi annullato dalla soprintendenza». Lo «spettacolo» per chi percorre l’autostrada Napoli-Salerno è agghiacciante: in piedi è rimasto solo lo scheletro dell’immobile, mentre tutte le pareti sono state demolite: «I mobili dei tre appartamenti sono stati messi fuori – prosegue Lucio Iacomino – ma, al momento, non abbiamo individutato un posto dove sistemare la nostra roba. Non solo: così la nostra stessa attività lavorativa è in pericolo, considerato che in una parte del fabbricato c’era una cella di 60 metri quadrati per la conservazione dei fiori». D a due giorni l’intera famiglia di Raffaele Iacomino si è trasferita a palazzo Baronale – la sede del Comune – in attesa di una soluzione all’emergenza-casa.

Ma l’abbattimento del «simbolo» degli abusi edilizi all’ombra del Vesuvio potrebbe rappresentare solo il primo passo di una vicenda che rischia di travolgere migliaia di famiglie e di scatenare un vero e proprio dramma sociale a Torre del Greco.

Immagini di Claudio Altiero

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