Lavori infiniti a Corso Avezzana e i commercianti protestano

lavori corso avezzana

Sono tre mesi ormai, che i cantieri di corso Avezzana, in Torre del Greco, hanno aperto. I lavori, che dovrebbero servire a migliorare e promuovere il centro storico della città favorendo le attività commerciali della zona, sarebbero dovuti durare massimo quaranta giorni e lasciare la strada sgombra e ristrutturata per fine estate. Ad oggi, però, i lavori continuano in maniera altalenante causando forti disagi ai residenti e notevoli perdite economiche ai commercianti. Colpa del ritardo è la carenza di materiali in corso d’opera e l’esiguo numero di operai coinvolti nel progetto, tredici per l’intero progetto di restauro della città: progetto che oltre corso Avezzana ingloba anche i cantieri di via Diego Colamarino, via Roma, via Piscopia e, a breve,  piazza Luigi Palomba. Dispersione di manodopera che ha già causato la chiusura del cantiere di via Diego Colamarino e i ritardi di corso Avezzana.

Questi cantieri, occupandosi del manto stradale, sono estremamente invasivi e rendono la strada quasi completamente inagibile anche ai pedoni. E’ evidente come una tale condizione limiti molto il flusso di clientela solito dei negozi circostanti se non annullandolo del tutto. Anche le condizioni igieniche del posto sono diventate intollerabili: oltre alla polvere e alla sporcizia solite di un cantiere, la gente del posto ha anche denunciato il sempre più crescente numero di blatte, insetti e ratti. Si aggiunga poi che molti continuano a circolare pericolosamente con motorini lungo i marciapiedi pur di evitare lunghi giri per le strade ancora transitabili.

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Abbiamo ascoltato i commercianti di corso Avezzana che, da mesi, stringono i denti e portano avanti le loro attività nel disagio e nella devastazione della strada. Tutti loro hanno dichiarato di aver subito ingenti perdite economiche dal mese di Giugno ad oggi, alcune di decine di migliaia di euro. Purtroppo, però, tutte le persone ascoltate hanno espresso la volontà di restare anonime.

Molti si sentono completamente abbandonati dalle autorità, di cui denunciano una totale indifferenza. Alle doglianze è infatti stato risposto di essere più “collaborativi”, ma, come ha affermato uno dei negozianti:“la collaborazione implica che entrambe le parti devono venirsi incontro, ma qui stiamo sopportando solo noi.”

Ad altri invece è stato promesso che i lavori si concluderanno per gli inizi di Ottobre, ma la maggior parte degli interessati non crede che tale termine possa essere rispettato. Anche se i cantieri chiudessero fra un mese, niente potrebbe comunque risarcire loro ciò che hanno perso per tutta la stagione estiva. Ricordiamo che molti di queste attività, per loro natura, incassano fra Giugno e Ottobre, gran parte delle entrate annuali, entrate che attualmente sono venute meno per la lungaggine dei lavori.

La carenza di clientela non è nemmeno l’unico disagio: il completo blocco della circolazione dei veicoli rende estremamente difficoltoso il carico e lo scarico delle merci destinate ai negozi.

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E’ quindi facile capire perchè le rassicurazioni da parte dell’amministrazione comunale non vengano più ascoltate e perchè molti commercianti sono così esasperati da intraprendere proteste e scioperi. Alcuni di loro hanno addirittura intrapreso uno “sciopero della fame” per manifestare la situazione angosciante in cui si sentono lasciati soli.

Si domanda uno di loro:“Che senso ha migliorare una strada per favorire attività commerciali, se le attività in questione rischiano di fallire per colpa della strada?” Altri ancora si chiedono da cosa o da chi possa dipendere un simile ritardo.

Una cosa è certa: tre mesi di lavori su una sola strada sono troppi da sopportare sia per gli abitanti, sia per le attività commerciali, sopratutto se questi lavori coinvolgono strade centrali e nevralgiche di una grande e vasta comunità.

Quindi non possiamo far altro che invitare chi di dovere a dare le dovute spiegazioni per una situazione assurda e sperare che i commercianti di corso Avezzana riescano a tirare avanti ancora un po’ fra polveri, pietre e abbandono.

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