Un tour di Capua antica: alla scoperta dei gioielli dell’altera Roma

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Arco di Adriano, I- II secolo d.C.

Un tour di Capua antica, l’attuale S. Maria Capua Vetere, denominata da Cicerone l'”altera Roma”. Il nome non le fu dato a caso, poiché era considerata una delle più grandi città del mondo antico, seconda solo a Roma. Con i suoi ventotto secoli di vita la città è stata prima osca, poi etrusca, sannita ed infine romana, ma in seguito al saccheggio e alla distruzione da parte dei Saraceni nel IX secolo, la sua popolazione si trasferì a Casilinum, dando vita alla Capua moderna.

Della fase etrusca rimangono poche testimonianze, relative ai corredi funerari e ad una fornace per la produzione di oggetti fittili. Al periodo sannitico risalgono i resti del grande santuario rinvenuto nel Fondo Patturelli in cui sono state trovate le note matres matutae, conservate nel Museo Provinciale Campano di Capua, ed inoltre i resti del Tempio di Diana Tifatina, ricostruito in età romana ed inglobato nella basilica paleocristiana di S. Angelo in Formis.

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Mitreo di S. Maria C. V., sul fondo l’affresco di Mitra.

L’abitato antico, di cui oggi sopravvivono strutture al di sotto della città moderna, relative a domus (come quella in via degli Orti), a quartieri artigianali per la produzione di ceramica e per la lavorazione del bronzo ed edifici pubblici, era caratterizzato da un impianto regolare ed incentrato sul tratto della via Appia. Tra questi edifici ricordiamo l’Anfiteatro campano, di cui abbiamo avuto già modo di parlare, che fu costruito a cavallo tra il I e il II secolo d.C. e di cui oggi rimane ben poco della sua sfarzosità e dell’apparato decorativo risparmiato al saccheggio. Di notevole interesse è il Mitreo (in foto), ambiente ipogeo dedicato al culto del dio persiano Mitra, raffigurato sulla parete di fondo nell’atto di uccidere il toro. Esso costituisce un esempio più unico che raro di questo tipo di monumento importantissimo per lo studio delle religioni orientali diffuse in Campania.

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Da segnalare anche il monumentale Criptoportico (portico sotterraneo), inserito all’interno di una struttura che oggi ospita la Seconda Università degli Studi di Napoli e l’arco di Adriano (in foto) posto all’uscita della città verso ovest. Lungo la via Appia, sono visibili, il castellum aquae e due monumenti funerari: le “Carceri vecchie” (I secolo a.C.), costituito da due corpi cilindrici sovrapposti che nascondono la camera sepolcrale e la nota “Conocchia” (I secolo d.C.), in foto, ampiamente restaurata in età borbonica.

Le cospicue testimonianze, di grande valore storico e artistico, della fase protostorica, arcaica e sannitica dell’abitato etrusco-italico, sono esposte dal 1996 nel Museo Archeologico dell’Antica Capua, ospitato nella torre di S. Erasmo, eretta in età medievale sopra il tempio capitolino della città romana. Al suo interno è possibile ammirare corredi funerari di guerrieri e principesse, produzioni in bucchero, ceramica a figure nere, rosse d’imitazione campana, nonché quelli d’importazione attica e corinzia.

Conocchia
Conocchia, monumento funerario del I sec. d.C.

Anfiteatro campano, Piazza I Ottobre, Santa Maria Capua Vetere (CE); Mitreo, Via Pietro Morelli, Santa Maria Capua Vetere (CE); Museo Archeologico Antica Capua, Via Roberto D’Angiò, 48, Santa Maria Capua Vetere CE.

Orari: 09.00-19.00.

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