Uccise un rapinatore, archiviata l’accusa di omicidio per l’imprenditore di Centola: fu legittima difesa
Lug 31, 2026 - Redazione Vesuviolive
Uccise un rapinatore a Centola, fu legittima difesa
Il gip del Tribunale di Vallo della Lucania ha archiviato le accuse di omicidio e lesioni personali a carico di Aurelio Valiante, l’imprenditore di Foria di Centola, nel Salernitano, che il 22 giugno 2025 rispose al fuoco di una banda di rapinatori entrati nella sua abitazione, uccidendone uno e ferendone un altro. La decisione, su richiesta della Procura, si basa sulle perizie balistiche che hanno confermato la versione fornita dall’uomo, a cui è stata riconosciuta la legittima difesa domiciliare.
Quella sera tre malviventi di nazionalità albanese si erano introdotti nell’abitazione di Valiante, portando via gioielli e una pistola regolarmente detenuta dall’imprenditore. Durante la fuga, uno dei tre aprì il fuoco contro il padrone di casa, che rispose sparando in giardino con un fucile: morì così il 26enne Rivaldo Rusi, mentre un secondo componente della banda rimase ferito.
L’accusa che resta: l’occultamento del cadavere
Non tutto il procedimento si chiude però con l’archiviazione. Valiante dovrà rispondere, insieme al fratello, di occultamento di cadavere, per aver inizialmente nascosto il corpo del rapinatore ucciso in un dirupo. Solo in un secondo momento, dopo aver inizialmente dichiarato ai carabinieri il solo ferimento di un fuggitivo, l’uomo ammise l’omicidio e condusse gli inquirenti al recupero del cadavere.
Il legale di Valiante, l’avvocato Antonello Natale, ha parlato di “soddisfazione sul piano giuridico” ma di “profonda amarezza sul piano umano”, esprimendo vicinanza ai familiari della vittima per la perdita di una vita, pur nella tragicità delle circostanze.
Un parallelo (parziale) con il caso Roggero
Il caso richiama alla mente quello di Mario Roggero, il gioielliere di Alessandria condannato per l’omicidio di due rapinatori nel 2021: una differenza sostanziale, però, separa le due vicende. Roggero sparò inseguendo i banditi già in fuga su un’auto, fuori da una condizione di attualità del pericolo, mentre Valiante ha reagito nel proprio giardino, mentre uno dei rapinatori gli sparava contro: una dinamica che rientra più chiaramente nei presupposti della legittima difesa domiciliare riconosciuta dalla legge.
