Foto. Jorit, terminato il murale dopo l’aggressione: è per Ilaria Cucchi

Ilaria Cucchi - Jorit

La testa alta davanti alle ingiustizie, il viso da guerriera di chi le combatte e di chi lotta per conoscere la verità. L’artista napoletano Jorit se l’è immaginata così Ilaria Cucchi, dopo nove anni in cui ha provato in tutti i modi a restituire al fratello Stefano pace e giustizia, e così l’ha disegnata su un muro di via Ottavio Caiazzo, nel quartiere Arenella di Napoli. Che poi il murale sia stato completato proprio nel giorno della clamorosa svolta processuale, nel giorno in cui la battaglia quasi decennale è stata premiata è una coincidenza che aggiunge una nota fiabesca ad una storia tristemente drammatica.

Un riscatto artistico, sociale e giudiziario consumato tutto in una volta giovedì scorso, quando uno dei carabinieri accusati, Francesco Tedesco, ha ammesso, davanti al pm, il pestaggio di Stefano Cucchi, “preso a calci in faccia anche quando ormai già a terra”, accusando anche altri due colleghi.

Un riscatto anche rispetto ai commenti poco felici di Matteo Salvini, che nel 2016 disse: “Capisco il dolore di una sorella che ha perso un fratello, ma mi fa schifo“. Per questo ora Ilaria Cucchi pretende le scuse dell’attuale Ministro dell’Interno, prima di accettare il suo invito (giunto dopo le rivelazioni di Tedesco) in Viminale.

Lo stesso Jorit, in realtà, ha dovuto affrontare la sua personale battaglia per completare il murale dedicato a Ilaria Cucchi, ricevendo – proprio soli quattro giorni fa – minacce e percosse da Pietro Lauro, esponente di estrema destra della V Municipalità di Napoli.

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