Ilaria Cucchi: “Andrò al Viminale solo dopo le scuse di Salvini”

Ilaria Cucchi

Ilaria Cucchi la sorella di Stefano, morto una settimana dopo il suo arresto per un presunto pestaggio, ha rilasciato una serie di dichiarazioni ai microfoni di RTL 102.5. “Il giorno in cui il ministro dell’Interno chiederà scusa a me, alla mia famiglia e a Stefano allora potrò pensare di andarci, prima di allora non credo proprio” così ha esordito Ilaria. A seguito dell’importante passo avanti nel processo per la morte di suo fratello Stefano ha richiesto pubblicamente le scuse del Ministro dell’Interno.

Le scuse richieste sono per delle dichiarazioni infelici che fece l’attuale Ministro nel 2016: “Capisco il dolore di una sorella che ha perso il fratello, ma mi fa schifo.” L’invito è arrivato subito dopo la confessione del carabiniere Francesco Tedesco. “La sorella e i parenti di Stefano Cucchi sono i benvenuti al Viminale. Eventuali reati o errori di pochissimi vanno puniti con la massima severità, ma ciò non può mettere in discussione professionalità e eroismo quotidiani di centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi in divisa”, queste oggi le parole di Salvini.

Adesso sembra aver cambiato opinione su Ilaria. A distanza di 2 anni e dopo la fondamentale confessione del carabiniere Francesco Tedesco, imputato con altri due colleghi, Salvini è quasi costretto a doverla invitare nelle sedi opportune. Dal suo canto e dalla sua bocca però ancora non sono arrivate alcune scuse.

Ilaria ha sottolineato come Stefano fosse soltanto un ultimo: “Io dico sempre che Stefano è morto perché era un ‘ultimo’, perché abbiamo una giustizia che ha due pesi e due misure, forte con i deboli e debole con i forti e di ultimi ce ne sono tanti. Vero, Stefano non me lo riporterà indietro nessuno.

L’unica cosa che mi dà la forza di andare avanti è provare, tramite Stefano, a dar voce a tutti gli altri Stefano che muoiono e che subiscono soprusi quotidianamente nel disinteresse generale, di una società che è abituata a voltarsi dall’altra parte e che pensa sempre che le cose capitino sempre agli altri e mai a se stessi.”

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