Sovraffollamento carceri: i garanti dei detenuti chiedono la “liberazione anticipata speciale”

Foto pagina facebook Polizia Penitenziaria


Sovraffollamento e suicidi nelle carceri italiane sono oggi una “emergenza sociale sulla quale occorre interrogarsi e a cui porre fine immediatamente”. A dirlo è Samuele Ciambriello, portavoce della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale e Garante regionale per la Campania, durante una mobilitazione nazionale che a Napoli ha visto un presidio davanti al Tribunale e al carcere di Poggioreale.

Secondo Ciambriello, una delle soluzioni immediate sarebbe “una liberazione anticipata speciale, portandola dagli attuali 45 giorni ogni sei mesi a 75, e un provvedimento deflattivo come fu fatto dal Governo Berlusconi nel 2003 e nel 2010”.

Sovraffollamento oltre i limiti: i numeri allarmanti

I dati parlano chiaro: in Italia ci sono 62.723 detenuti per 46.706 posti disponibili. La Campania è tra le regioni più colpite, con 7.571 reclusi a fronte di una capienza di 5.497 posti. A Poggioreale, uno degli istituti più sovraffollati del Paese, sono detenute 2.066 persone a fronte di una capienza di 1.300. A peggiorare la situazione, l’inagibilità di diverse camere di pernottamento e intere sezioni detentive.

Altro dato preoccupante riguarda i detenuti con una pena residua da 0 a 1 anno: sono 9.261 in tutta Italia, di cui 904 solo in Campania. “L’abbiamo fatto durante il Covid, lo abbiamo fatto quando la Corte europea dei diritti dell’uomo ci ha sanzionato”, ha ricordato Ciambriello a proposito delle misure urgenti da adottare.

Personale carente e condizioni critiche

Non solo spazi inadeguati, ma anche carenza di personale: mancano agenti di polizia penitenziaria, educatori, medici, pedagogisti. Una situazione che peggiora ulteriormente le condizioni di vita nelle carceri e rende più difficile qualsiasi percorso rieducativo.

Il presidio a Napoli: voci e realtà inascoltate

Il presidio è stato promosso dal Garante regionale Samuele Ciambriello e da quello comunale don Tonino Palmese, con il sostegno della Pastorale Carceraria della Diocesi di Napoli, della Camera Penale, del Movimento Forense e dell’Ordine degli Avvocati di Napoli Nord. Presenti anche padre Alex Zanotelli, il presidente del Consiglio regionale Gennaro Oliviero, il consigliere Pasquale Di Fenza, associazioni e familiari dei detenuti.

Il messaggio rivolto al Governo è chiaro: serve un intervento strutturale e urgente. L’emergenza carceri non può più essere ignorata.


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