Allarme influenza, arriva il Virus H3N2: cos’è, sintomi e quando ci sarà il picco di contagi


Con l’arrivo della stagione autunnale, e soprattutto quella invernale, torna alta l’attenzione sulle tipologie di virus che circoleranno maggiormente anche in Italia: i virologi prevedono un numero importante di casi legati al cosiddetto H3N2, meglio conosciuta come influenza australiana.

Influenza, arriva il virus H3N2: cos’è e sintomi

“Già in questi giorni ci sono stati i primi isolamenti di virus dell’influenza, anche se sono pochi. Si tratta dei primi casi sporadici, come quello isolato a Genova che è l’H3N2 che ci aspettiamo – ha dichiarato il virologo Fabrizio Pregliasco all’Adnkronos.

Il picco di contagi, come accade solitamente, secondo l’esperto è previsto a ridosso del periodo natalizio, facilitato da “condizioni meteo ideali, viaggi, baci e abbracci”. Al ceppo australiano si affiancheranno anche la circolazione del Covid – ormai divenuto innocuo nella maggior parte dei casi – e del Virus Respiratorio Sinciziale nel caso dei più piccoli.

L’H3N2 è un sottotipo dell’influenza di tipo A e si manifesta essenzialmente con febbre e infezioni delle vie respiratorie superiori. Si tratta di una influenza ad alta contagiosità che tende a trasmettersi da un individuo all’altro attraverso goccioline respiratorie oppure tramite il contatto con superfici infette.

Per questo motivo, il contagio solitamente parte da luoghi chiusi e particolarmente affollati (scuole, case di cura, prigioni e simili). L’H3N2 può manifestarsi con una tosse particolarmente acuta che può durare fino a due settimane. La malattia, come tutte le influenze, regredisce senza problemi, tranne nel caso di pazienti fragili o anziani che richiedono particolare attenzione.

Tra gli altri sintomi del virus, oltre a tosse e febbre: dolori articolari, malessere generale, naso che cola, gola infiammata, mal di testa, nausea, dolori addominali, dissenteria, prurito e dolore alle orecchie. Soprattutto nei bambini è possibile notare anche un ingrossamento dei linfonodi. In ogni caso è sempre opportuno consultare il proprio medico curante per una diagnosi e terapia adeguata al caso specifico.


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