Corona attacca Conte e Meret: i dubbi e la credibilità della bomba lanciata sul Napoli

Fabrizio Corona attacca Conte e Meret a Falsissimo


È caos totale nello spogliatoio del Napoli di Antonio Conte dopo le accuse di Fabrizio Corona che tira in ballo il portiere azzurro Alex Meret a ridosso di un addio che era già nell’aria tra il tecnico e la società partenopea.

Corona accusa Conte e coinvolge Meret

Corona nel suo format social ‘Falsissimo’ prosegue il focus sul mondo del calcio e nell’ultima puntata inveisce contro l’allenatore del Napoli Conte coinvolgendo in prima persona Meret, per lui testimone chiave del discutibile operato del tecnico pugliese.

Non usa mezzi termini Corona quando tira in ballo il portiere 29enne complice, secondo quanto dichiara, di testimonianze certe sull’atteggiamento dispotico che l’allenatore avrebbe assunto nella società partenopea: una condotta rigida e priva di qualsiasi confronto che non avrebbe lasciato spazio né a dubbi né tanto meno a richieste.

Comportamento che avrebbe attirato su di sé malumori nello spogliatoio, partendo proprio da un gruppo compatto di calciatori tra cui il numero 1 azzurro Meret: il portiere, secondo quanto dichiarato da Corona, si sarebbe fatto carico del gruppo di 4/5 suoi compagni di squadra per segnalare l’allenatore, arrivando persino a offrire dei soldi al comunicatore catanese.

Una mossa che genera sospetti da diversi punti di vista sia per la credibilità di quanto dichiara l’imprenditore e comunicatore digitale Corona, sia per la modalità con cui il gruppo avrebbe deciso di affrontare la vicenda.

Possibile che Meret intervenga legalmente querelandolo, l’udinese è sotto contratto con il Napoli fino al 2027 e a meno di addii in estate dovrà vivere ancora un’ultima stagione prima di concludere la sua esperienza in maglia azzurra.

A generare dubbi anche la possibile, ma non più certa, permanenza del tecnico leccese, anch’egli sotto contratto fino alla prossima estate. Una situazione delicata che aumenta le probabilità di una separazione anticipata tra le parti.

Il gruppo di calciatori contro Antonio Conte

Secondo quanto dichiarato da Corona Meret si farebbe capo di un gruppo sostanzioso di detrattori dell’allenatore sotto contratto con il Napoli: oltre il portiere ci sarebbero anche giocatori di caratura mondiale e altri italiani.

De Bruyne, Lobotka, Anguissa, Beukema, Rrahmani, Buongiorno, Juan Jesus, Lukaku e Noa Lang. Quest’ultimo, andato via durante l’attuale stagione, sarebbe stato contestato perché protagonista di uno stile poco consono rispetto alle regole rigide del tecnico e per questo sarebbe stato messo sempre più ai margini del progetto nonostante fosse stimato a livello calcistico.

Tra i nomi spiccano quelli di Lukaku, suo fedelissimo da sempre, ma anche Buongiorno, pagato poco più di 36 milioni di euro dal Torino e arrivato come uno dei difensori più forti e di prospettiva nel panorama italiano.

I motivi della presunta rivolta nello spogliatoio partenopeo

Nel video dedicato alla questione “gestione Conte” Corona detta quelli che sono le cause principali della rottura e che partono dalla stipulazione stessa del contratto che ha unito il destino dell’allenatore con la società azzurra.

Al momento della scelta di De Laurentiis Conte avrebbe posto alcune condizioni necessarie affinché si arrivasse alla firma: la prima di tutte il silenzio del Presidente partenopeo, spesso al centro di dichiarazioni capaci di scuotere l’ambiente e figlie di una presenza non indifferente nello spogliatoio. La seconda, conseguente alla prima, l’allontanamento anche del figlio Edoardo presunto frequentatore assiduo di serate mondane.

I motivi centrali per il malcontento della squadra, però, sono legati alle scelte tecniche. I calciatori avrebbero infatti messo in forte discussione i duri allenamenti del tecnico: secondo Corona l’esempio lampante sarebbe stato Mazzocchi, reo di aver fatto alcune domande e di aver creato fastidio a Conte, che di conseguenza lo avrebbe messo fuori rosa con la scusa degli infortuni.

Più marginali ma non per importanza i ruoli dei giovanissimi Marianucci, Vergara e Ambrosino che sarebbero stati messi in squadra soltanto per fare numero, vista la serie infinita di infortuni che il Napoli ha dovuto affrontare in questa stagione, e mai per stima del tecnico.

Marianucci, poi, su spinta del suo procuratore sarebbe riuscito a uscire dal giogo del pugliese e giocarsi le sue opportunità in prestito al Torino fino a fine stagione. Corona, però, arriva a denunciare uno scenario che se fosse vero avrebbe dell’incredibile: il difensore, arrivato sotto la guida nei granata di Baroni, avrebbe avuto i bastoni tra le ruote dal suo sostituto Aversa su diktat proprio di Conte.

La credibilità di una comunicazione al limite della verità

Quello di Corona resta un modus operandi discutibile, sia per i modi che per i toni con cui vengono diffuse le sue notizie: partendo dalla presunta veridicità di quanto afferma fino al modo in cui avrebbe ricevuto queste notizie.

Secondo quanto afferma lui stesso avrebbe avuto un’offerta in denaro di 10mila euro, cifra di per sé non piccola se però la si valuta senza contesto. Considerando la fonte da cui proverrebbero i soldi, cioè un calciatore della nazionale che percepisce uno stipendio di 3,7 milioni di euro, potrebbe però stonare e risultare esigua.

Inoltre la notizia al momento non ha ricevuto conferme di nessun tipo, né dai diretti interessati né da altre fonti giornalistiche. Anzi, è più che probabile che Corona sarà soggetto a querele sia da parte del Napoli e di De Laurentiis che da parte di Meret.


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