Santobono, parcheggiatore minaccia il nonno di un paziente: “Dammi 10 euro o ti ‘appiccio’ la macchina”
Ott 31, 2025 - Giuseppe Mennella
L'Ospedale Santobono di Napoli
Scontro tra un parcheggiatore abusivo all’esterno dell’ospedale Santobono ed un uomo che aveva appena abbracciato il nipotino in gravi condizioni di salute: intervengono i carabinieri.
Arrestato parcheggiatore abusivo fuori all’ospedale Santobono
È una scena che racconta più di mille statistiche. Nonni che corrono all’ospedale pediatrico Santobono, col cuore pieno di speranza: il loro nipotino è appena uscito dalla terapia intensiva.
Ma appena arrivati al Vomero, quel momento di sollievo si trasforma in paura, minacce, rissa. Davanti alle strisce blu, ad attenderli, non c’è un controllore o un vigile, ma un parcheggiatore abusivo di 55 anni, già noto alle forze dell’ordine.
La “tariffa” è 10 euro: “Se non me li dai ti ‘appiccio’ la macchina”
L’uomo pretende dieci euro. È la “tariffa” per quella zona, quella fascia oraria, quella piazzola che da tempo considera “sua”. Una tassa non scritta ma imposta, una tassa sull’insicurezza, come troppe ce ne sono in città. I nonni rifiutano di pagare. Lui insiste, poi esplode: “O mi dai i dieci euro o t’appiccio a macchina”.
A quel punto qualcuno chiama il 112. Arrivano i carabinieri, ma il 55enne non si ferma nemmeno davanti alla divisa.
Urla, minaccia, spintona. Colpisce uno dei militari con un pugno, e anche con le manette ai polsi continua a ribellarsi, danneggiando gli arredi della caserma e sferrando un calcio a un carabiniere.
Quei “napoletani” che tengono Napoli in ostaggio
Poi, ancora una volta, la sfida: “So’ invalido al cento per cento, a me nun me fanno niente. Posso pure ammazzà un carabiniere e nun vado in galera”, le parole che i militari raccolgono dalla sua bocca. L’uomo è stato arrestato per resistenza, minacce a pubblico ufficiale e tentata estorsione. Ora è in attesa di giudizio.
Un piccolo, amaro, passo avanti verso la libertà per la città di Napoli. Una libertà dalla paura, dalle minacce quotidiane che i napoletani perbene conoscono a memoria. Quella libertà che ha un prezzo e si ottiene ogni volta che ci si rifiuta di sottostare alla prepotenza. Una libertà da quella parte di “napoletani” tra virgolette che continua a tenere la propria città sotto scacco dell’umiliazione e del pregiudizio.
