Il papà di Francesco Pio Maimone: “Non posso perdonare Valda. Se giri armato vuoi fare male”
Nov 10, 2025 - Redazione Vesuviolive
A sinistra Francesco Pio Valda, l'assassino. A destra la vittima, Francesco Pio Maimone
“Non posso perdonare Valda, non ho questa forza, il perdono glielo deve dare solo Dio”. Con queste parole, Antonio Maimone, padre di Francesco Pio Maimone, il giovane pizzaiolo ucciso il 20 marzo 2023 agli chalet di Mergellina a Napoli, ha commentato l’udienza del processo di secondo grado tenutasi oggi nell’aula 318 del Palazzo di Giustizia di Napoli. Durante la seduta hanno discusso gli avvocati di parte civile.
Parla il padre di Francesco Pio Maimone
“Se vai a Mergellina armato, in mezzo a tante persone, significa che avevi già intenzione di fare qualcosa di male” – ha dichiarato Maimone all’Ansa – “Il colpo sparato nella folla è un atto ancora più grave della volontà di uccidere una specifica persona”.
Secondo l’avvocato della famiglia Maimone, Sergio Pisani, “questo è un omicidio di camorra. Le sentenze vengono emesse in nome del popolo italiano, io oggi chiedo che la conferma dell’ergastolo sia pronunciata nel nome di Pio”.
Per il delitto è stato condannato in primo grado all’ergastolo Francesco Pio Valda, baby boss del quartiere di Barra, oggi collegato in videoconferenza dal carcere dove è detenuto. Nel corso dell’udienza è stato reso noto che Valda ha depositato un memoriale.
Dopo Pisani hanno preso la parola anche gli avvocati Marco Buzzo, in rappresentanza del Comune di Napoli, e Gianmario Siani, per la Fondazione Polis. “Non ci sono vittime di serie A e di serie B” – ha dichiarato Buzzo – “Ma ci sono eventi che segnano in maniera particolare le coscienze. Quello di Francesco Pio Maimone è purtroppo l’ultimo di una lunga serie che indigna”.
“Ritenere insussistente l’aggravante mafiosa significa far fare un passo indietro alla città”, ha aggiunto l’avvocato, sottolineando come “le logiche camorristiche” siano emerse chiaramente anche dai post pubblicati sui social dalle due fazioni contrapposte.
“Una guerra che ha fatto oltre 600 vittime innocenti”
“La lingua italiana non ha coniato una parola per descrivere la morte di un figlio”, ha detto l’avvocato Siani durante la sua arringa. “Tutto questo è accaduto per colpa della camorra e la Fondazione per Pio rappresenta l’impegno di una famiglia che non si vuole abbandonare al dolore”.
Siani ha infine ricordato il drammatico bilancio delle vittime innocenti della criminalità organizzata in Campania: “Sono più di 600, questi sono i numeri di una guerra. Quella tragica notte poteva morire chiunque”.
