Il Gambrinus torna all’antico splendore: riaprono i favolosi saloni storici dell’Ottocento

Il Gran Caffè Gambrinus a cavallo tra '800 e '900


Il Gran Caffè Gambrinus presenta il completamento dei lavori di restauro per l’unificazione completa del locale storico, quello che era possibile ammirare durante la Belle Epoqué, quando era adornato da opere d’arte e frequentato e visitato da intellettuali come Matilde Serao, Gabriele D’Annunzio, Benedetto Croce, l’Imperatice d’Austria Sissi, Ernest Hemingway, Jean-Paul Sartre e tantissimi altri.

I locali storici del Gran Caffè Gambrinus

Il Gambrinus riapre i saloni storici dell’Ottocento

Nel 1938 il prefetto Giovanni Battista Marziali ordinò la chiusura del Caffè poiché considerato un ritrovo di antifascisti. I locali furono così affittati al Banco di Napoli, fino alla riapertura avvenuta nel 1952 grazie all’imprenditore Michele Sergio, il quale riuscì a ottenere le sale che affacciano su via Chiaia. Il prossimo 17 dicembre l’ultima tappa di un percorso, un sogno covato per decenni, quello di riunificare tutti i locali storici.

L’evento si terrà alle ore 19 e, contestualmente, avverrà il tradizionale scambio di auguri di Natale e la presentazione del Calendario 2026, appuntamento ormai entrato a far parte anch’esso della tradizione.

Il Gran Caffè Gambrinus torna così all’antico splendore, offrendo le atmosfere di fine Ottocento e inizio Novecento, insieme alle opere d’arte restaurate e valorizzate. Oggi, il lavoro iniziato da Michele Sergio è portato avanti dai figli Arturo e Antonio Sergio che fanno ancora grande l’unico storico caffè letterario della città di Napoli.


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