Qualità della vita, la provincia di Napoli quartultima. Manfredi: “Siamo nella direzione giusta”

Gaetano Manfredi


Gaetano Manfredi commenta l’ormai celebre classifica sulla qualità della vita de Il Sole 24 Ore, felice che la provincia di Napoli abbia guadagnato due posizioni passando dalla 106esima alla 104esima, cioè da penultima a quartultima. “Noi dobbiamo garantire un percorso di miglioramento e un piccolo miglioramento c’è stato. La strada è ancora lunga ma siamo nella direzione giusta” – ha affermato il sindaco metropolitano, evidentemente incoraggiato da un risultato che è pur sempre qualcosa.

Manfredi e la classifica sulla qualità della vita

A prescindere da critiche e osservazioni che riguardano la classifica, il commento del sindaco di Napoli lascia un sorriso incredulo ed amaro. Non si può essere soddisfatti né minimamente confortato di essere alla posizione 104 su 107. È un’assurdità chiara ed evidente come il sole. È assurdo ammette la validità della classifica e commentarla in quel modo.

Una classifica presuntuosa

A nostro avviso, come ripetiamo ogni anno, la lista del quotidiano è caratterizzata da un livello di presunzione difficilmente pareggiabile. Viene stilata prendendo in larghissima parte in considerazione fattori direttamente o indirettamente economici – parametri misurabili, mentre la qualità della vita è di per sé qualcosa di non oggettivo e non quantificabile matematicamente.

È ovvio, in tal modo, che il Nord padroneggi la classifica mentre in fondo ci sono le province meridionali. I parametri sono: ricchezza e consumi; affari e lavoro; ambiente e servizi; demografia, società e salute; giustizia e sicurezza; cultura e tempo libero. Per ognuno di tali settori: Milano vince in Ricchezza e consumi oltre che in Affari e Lavoro; Brescia in Ambiente e servizi; Bologna in Demografia, salute e società; Oristano in Giustizia e sicurezza; Trieste per Cultura e tempo libero.

L’efficienza non è (necessariamente) felicità

È abbastanza ovvio che il Sole 24 Ore dia importanza pressoché esclusiva al denaro, alla possibilità di accumulare patrimoni. Ma la ricchezza non si traduce in felicità, così come è oggettivo che non avere mezzi adeguati causa grandi preoccupazioni. Ma il nostro scopo non è quello di elogiare l’una o l’altra città o provincia, né decantare bellezze o altro. Molto più semplicemente, la classifica è in realtà una classifica dell’efficienza, non della qualità della vita: è sbagliato affermare che qui o lì si vive bene o si vive male. Ecco in cosa consiste la presunzione del quotidiano di Confindustria – voler ridurre la felicità alla volgarità di freddi numeri.

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