Riapre la storica “sala degli specchi” del Gambrinus: Napoli riabbraccia la sua storia
Dic 18, 2025 - Giuseppe Mennella
Torna aperta al pubblico la storica sala ottocentesca del Gran Caffè Gambrinus con affaccio su via Chiaia, luogo di ritrovo nell’800 di intellettuali, personalità di spicco dell’epoca e regnanti.
Gran Caffè Gambrinus, torna a vivere la Sala degli Specchi
Una serata che la città non dimenticherà facilmente. Ieri, 17 dicembre, Napoli ha ritrovato una delle sue gemme più preziose: la storica Sala degli Specchi del Gran Caffè Gambrinus, restaurata e riaperta al pubblico dopo oltre due anni di lavori e decenni di chiusura.
Un ritorno all’antico splendore che ha acceso entusiasmo fra cittadini, storici dell’arte, residenti e turisti, nel cuore pulsante di via Chiaia: presenti all’evento di riapertura numerose personalità delle istituzioni e della cultura partenopee.
La cerimonia di inaugurazione, svoltasi alla presenza del sindaco Gaetano Manfredi e del prefetto di Napoli Michele di Bari, ha segnato il compimento di un sogno che affonda le radici in generazioni di una famiglia – i Sergio-Rosati – custode di uno dei simboli storici della città.
La Sala, infatti, era stata chiusa nel 1938 per decisione prefettizia, considerata allora “luogo antifascista”. Oggi, grazie a un lavoro lungo, paziente e rigoroso, oltre che ad una sinergia tra istituzioni e privati, Napoli riacquista uno spazio che è parte integrante della sua memoria collettiva.
Un sogno lungo quasi un secolo: “Realizzato il progetto di nostro padre”
“È stata la lungimiranza di nostro padre ad avviare l’idea di riunire il locale originario. Non è riuscito a vedere la completa realizzazione del progetto, ma siamo felici di averne coronato il sogno”, hanno dichiarato i fratelli Sergio, portando con sé il peso di decenni di battaglie e ripensamenti urbanistici.

Il restauro ha riportato al Gambrinus – già luogo di incontro di artisti, intellettuali e uomini di cultura – i marmi di Carrara, gli stucchi, gli affreschi e l’architettura originaria, risalente al 1860.
Un lavoro condotto sotto la supervisione della Soprintendenza e della Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale della Campania, che ha permesso di restituire alla città un ambiente di grandissimo valore storico e culturale.
Decenni di ospiti illustri
Non si è trattato solo di un restauro estetico: la riapertura della Sala degli Specchi è stata vissuta come la restituzione di un pezzo di identità cittadina, un luogo dove Napoli ritrova la propria anima, raccontata nei riflessi degli specchi, nel calore dei suoi arredi e nella memoria dei suoi avventori di ieri e di oggi.

Proprio Antonio Sergio e Massimiliano Rosati, eredi di quel “sogno” che oggi è un pò più reale, ricordano alcuni tra i più significativi momenti degli ultimi decenni: “Una sera vidi un uomo che mangiava un gelato da solo guardando nelle vetrine. Mi misi in disparte ad osservarlo, pensavo fosse un pazzo – racconta Sergio – con un cappello enorme che lo nascondeva. Alzò la testa, mi sorrise e mi salutò: era Woody Allen”.

Rosati ricorda un episodio risalente ai primi giorni del 2002: “Fu ospite da noi l’allora presidente Ciampi. Si accinse a pagare il caffè e ricordo mio zio che insisteva per offrirglielo mentre il presidente voleva assolutamente pagarlo. Poi capimmo che era un momento storico, simbolico: era il primo caffè pagato con la nuova moneta, l’Euro”.
