Funerali vietati per la moglie dell’ex boss, la famiglia fa causa: “Estranei a dinamiche criminali

Funerale - Immagine di repertorio


A San Martino Valle Caudina, in provincia di Avellino, il questore ha disposto il divieto di esequie pubbliche per Rita De Matteo, vedova di Gennaro Pagnozzi, ex esponente di un clan locale ormai defunto. La decisione è stata motivata con ragioni legate alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

La famiglia ha diffuso un comunicato in cui contesta il provvedimento del questore, annunciando di aver dato mandato al proprio legale di valutare iniziative sia sul piano giudiziario sia istituzionale, con l’intenzione di interessare anche il Presidente della Repubblica e la Commissione parlamentare antimafia.

Le motivazioni del provvedimento

Secondo quanto riportato nel documento della Questura, la celebrazione pubblica dei funerali avrebbe potuto rappresentare un’occasione per possibili azioni dimostrative, intimidatorie o di esaltazione del clan durante il tragitto o all’arrivo in chiesa, con conseguente rischio di turbativa dell’ordine pubblico.

Una valutazione preventiva che tiene conto del contesto territoriale e della storia giudiziaria legata al cognome Pagnozzi, nonostante il decesso del capofamiglia e la detenzione dei figli, uno dei quali sottoposto al regime del 41 bis.

La posizione della famiglia

Nel comunicato, i familiari sottolineano che Rita De Matteo non aveva precedenti penali e che il suo casellario giudiziale risultava pulito. Viene inoltre evidenziato il dolore arrecato alla famiglia, in particolare ai nipoti, per l’impossibilità di celebrare esequie pubbliche in linea con la fede religiosa della donna.

La nota insiste anche sul fatto che la famiglia si considera da anni estranea a dinamiche criminali e ritiene che il provvedimento colpisca persone che non hanno responsabilità dirette.


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