Ylenia uccisa dal fratello, c’è anche il suo nome sul manifesto. Lui: “Contro di me fandonie”
Feb 09, 2026 - Veronica Ronza
Giuseppe Musella - Foto social
Resta in carcere Giuseppe Musella, il 28enne accusato di omicidio volontario per aver ucciso sua sorella Ylenia, 22 anni, al Rione Conocal di Ponticelli. Il giovane si sarebbe mostrato pentito e addolorato ma la sua versione dell’accaduto sembra non convincere i giudici.
“Contro di me fandonie”: il fratello di Ylenia, uccisa a Ponticelli
Stando alla testimonianza resa dal 28enne, l’aggressione si sarebbe verificata al culmine di un banale litigio tra fratelli. Pare che la musica ad alto volume di Ylenia impedisse al fratello di riposare ma a scatenare l’ira del giovane sarebbe stato un calcio dato dalla 22enne al pitbull di famiglia. Circostanza poi non confermata dalle indagini: non risulterebbe alcuna ferita sul manto del cane.
Secondo il giudice, Giuseppe non sarebbe stato “capace di controllare i suoi impulsi”, sferrando un coltello alle spalle della sorella, deceduta poco dopo all’ospedale Villa Betania. Avrebbe però mantenuto la lucidità nei momenti successivi al delitto: stando a quanto rende noto Il Corriere, dopo averla lasciata al pronto soccorso, sarebbe tornato nel quartiere, avrebbe fatto visita ai familiari, si sarebbe liberato del cellulare e, come sostenuto dal gip, avrebbe “pianificato il da farsi”.
“Contro di me solo fandonie” – avrebbe detto Giuseppe per difendersi dalle voci circolate in questi ultimi giorni sul suo conto. A indignare i cittadini sarebbe stato in particolare un dettaglio del manifesto: vi sarebbe, infatti, anche il nome di Giuseppe a darne il triste annuncio. Amici e conoscenti di una vita lo descrivono come un ragazzo perbene, particolarmente legato a sua sorella.
Il gip ha evidenziato, tuttavia, la “diffusa omertà della gente del quartiere” che avrebbe preferito rispondere alle domande degli inquirenti con semplici “non ricordo”. Inoltre, si legge nell’ordinanza, l’insorgenza di “dubbi in ordine allo svolgimento della vicenda nei termini indicati dall’indagato, apparnedo a dir poco improbabile che quest’ultimo abbia utilizzato un coltello di dimensioni significative lanciandolo a più metri di distanza dalla vittima e riuscendola a colpire”.
Per il giudice, dunque, è difficile “immaginare che Musella abbia lanciato il coltello e non lo abbia conficcato lui stesso dietro alla schiena della sorella, semplicemente raggiungendo la ragazza che scalza era fuggita dall’abitazione precipitando per le scale per trovare riparo”.
