Anziano bisognoso chiede la pensione sociale: scopre di avere diritto a 1400 euro al mese e 106mila di arretrati
Feb 12, 2026 - Redazione Vesuviolive
Anziano. Immagine di repertorio
Si era rivolto al Patronato per capire se potesse accedere alla pensione sociale, convinto che quella fosse l’unica possibilità dopo anni difficili e un presente segnato dall’assegno di inclusione. Invece, dietro la sua storia lavorativa, si nascondeva un diritto ben diverso e molto più consistente.
Protagonista è un genovese di 75 anni, che nelle scorse settimane si è presentato agli uffici del Patronato Inca Cgil di Via Milano per una verifica previdenziale legata all’età avanzata.
Scopre di aver diritto alla pensione di anzianità
Le operatrici, analizzando l’estratto contributivo, hanno notato un dettaglio fondamentale: tra le tante occupazioni svolte nel corso della vita, l’uomo aveva anche navigato, risultando titolare di contribuzione marinara, un regime speciale spesso determinante ai fini pensionistici.
Chiesto ed ottenuto il libretto di navigazione, sono stati recuperati periodi contributivi che si pensavano ormai persi. Proprio quei contributi hanno permesso di ricostruire una posizione previdenziale tale da garantire il diritto alla pensione di vecchiaia.
Pensione piena e arretrati per oltre 100mila euro
L’esito della verifica ha completamente ribaltato la situazione: il 75enne non solo ha ottenuto una pensione mensile di 1.400 euro, ma anche un arretrato di circa 106mila euro. Un risultato legato al fatto che il diritto alla pensione matura dal momento del suo riconoscimento.
“La competenza delle nostre operatrici ha sanato una situazione difficilissima, nella quale si è passati da una condizione di indigenza ad una pensione tangibile e reale, frutto dei propri versamenti contributivi e di un cospicuo arretrato” – afferma Marco Paini Direttore del Patrona Inca Cgil di Genova.
L’importanza di conoscere i propri diritti
Il caso evidenzia quanto spesso le persone non siano consapevoli dei propri diritti previdenziali, soprattutto quando si tratta di carriere lavorative frammentate e contributi maturati in settori particolari come quello marittimo.
Per Paini “Le persone spesso non sono a conoscenza dei propri diritti: è una condizione molto più frequente di quanto si immagini ed è per questo che consigliamo a tutti di rivolgersi al Patronato e non solo per gli aspetti previdenziali – e conclude – non c’è nulla di più soddisfacente per noi di quando riusciamo a restituire un sorriso alle persone”.
