Il cuore destinato a Domenico ha salvato la vita di un altro bambino: ha la sua stessa età
Feb 20, 2026 - Veronica Ronza
Si spengono le speranze per Domenico, il bambino ricoverato al Monaldi di Napoli a seguito di un trapianto fallito, e mentre pesa su tutti il dolore di un dramma inconcepibile, quel cuore destinato al piccolo, poi risultato non operabile, ora batte nel corpicino di un altro paziente: a riceverlo è stato un bimbo trapiantato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
Trapianto, il cuore destinato a Domenico ha salvato un bambino
Una vicenda che l’intera nazione sta seguendo con il fiato sospeso quella del piccolo Domenico, di soli 2 anni, giunto al nosocomio per una nuova speranza di vita, in attesa di un cuore nuovo, ma che ora sopravvive attaccato a delle macchine. Quel cuore giunto al Monaldi per lui, sarebbe stato “bruciato” durante il trasporto, deteriorato per scorrette pratiche di conservazione legate soprattutto all’utilizzo di ghiaccio secco al posto di quello normale. Una scoperta che pare sia stata fatta soltanto dopo, quando il cuoricino del paziente era già stato espiantato, facendo precipitare la situazione.
L’unica soluzione sembrava essere quella di recuperare un altro cuore compatibile con il paziente ma quando la ricerca si è interrotta, la speranza ha lasciato spazio al silenzio e al dolore: per i medici specialisti, Domenico non sarebbe nelle condizioni di affrontare un nuovo trapianto. Nello sconforto generale, però, quel cuore nuovo ha aperto un piccolo spiraglio di luce: l’organo destinato al piccolo Domenico ha salvato un suo coetaneo. L’intervento, avvenuto nella notte tra il 18 e il 19 febbraio, stando a quanto rende noto TgCom24 sarebbe perfettamente riuscito.
Il cuore sarebbe stato espiantato da un bambino di 3 anni, morto per leucemia, ed ora continua a battere nel corpo di un bimbo che rischiava la vita, risultando primo nella lista nazionale d’urgenza dei trapianti. Sembrerebbe l’unica nota positiva di questa vicenda che ha segnato profondamente tutta la popolazione.
Una triste storia che vede protagonisti ben 4 bambini, 4 famiglie, 4 vite che sembrano intrecciate tra loro. C’è il primo donatore, un bimbo di 4 anni, e i suoi familiari che, pur vivendo il dolore della perdita di un figlio, hanno acconsentito all’espianto degli organi. Un sacrificio risultato in parte vano per il deterioramento del cuore, forse vissuto come un doppio lutto da parte dei genitori che speravano di mantenere “in vita” almeno quel battito che per loro rappresentava tutto.
Poi c’è il secondo “angelo”, quello del “cuore della speranza” che per un attimo ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai familiari di Domenico, desiderosi di poter ottenere un nuovo cuore per il proprio bambino. Il suo cuore, seppure non per Domenico, è tornato ugualmente a battere regalando una nuova vita ad un altro piccolo guerriero.
