Domenico morto, l’avvocato: “Non era un bambino moribondo, poteva aspettare anni”

Il piccolo Domenico morto dopo il trapianto fallito


Proseguono le indagini per la scomparsa di Domenico, il bambino di soli 2 anni morto lo scorso sabato all’ospedale Monaldi di Napoli a seguito di un trapianto fallito. Al momento sarebbero 7 gli indagati per omicidio colposo.

Domenico morto dopo trapianto, avvocato: “Poteva aspettare”

“Il trapianto poteva essere rinviato visto che Domenico non era un bambino moribondo. Era affetto da una patologia ma attendeva un cuore da due anni e ne poteva aspettare anche altri due” – ha detto l’avvocato Francesco Petruzzi.

L’intervento avrebbe dovuto quindi regalargli una nuova vita, proprio come dichiarato da mamma Patrizia, speranzosa e felice per il suo bambino, rivelandosi invece il più buio degli incubi: il piccolo Domenico, a causa di un cuore giunto danneggiato, non ha potuto ricevere il nuovo organo, pur essendo stato già espiantato il suo.

Il punto centrale della vicenda si lega alle modalità di conservazione del cuore, giunto da Bolzano a Napoli, e in particolare all’utilizzo di ghiaccio secco, al posto di quello normale, che avrebbe completamente congelato l’organo, danneggiandolo e rendendolo inutile per qualsiasi operazione di trapianto.

“Troviamo folle che all’interno della cartella clinica, che ormai abbiamo, ci sia scritto proprio del cuore ghiacciato. E che un ospedale intero abbia taciuto la notizia alla mamma. Ci riferiamo a una volontà di insabbiamento e di occultamento da parte di questi soggetti che attualmente sono indagati” – ha continuato il legale.

La mamma, a sua detta, sarebbe venuta a conoscenza della reale situazione tramite i giornali. I medici si sarebbero limitati a dirle che il nuovo cuore impiantato “non partiva”. Al momento gli indagati sono 7: ai 6 iniziali si è aggiunta una nuova dottoressa del Monaldi.


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