“È stato inviato per colpire”: parla il testimone napoletano dell’attacco con drone a Dubai


Abbiamo intervistato il testimone oculare del drone che, lo scorso sabato 28 febbraio, ha colpito Palm Jumeirah a Dubai.

Drone attacca albergo a Dubai, parla un testimone napoletano

Alex, ex pilota partenopeo di nascita, che preferisce rimanere anonimo per i dettagli rivelati, ci racconta che il drone è caduto a circa 150 metri da lui. Ciò che ha sentito è stato un enorme boato, seguito da fiamme di oltre venti metri: “Gente che urlava in strada come se fosse caduta una bomba atomica”.

Da esperto di pilotaggio, Alex afferma che quello che è ha colpito l’albergo Burj Al Arab, non è né un pezzo di un missile caduto per errore, né un drone andato fuori controllo, ma si tratterebbe di un drone di tre metri di larghezza deliberatamente mandato a colpire l’albergo, luogo dove molti CEO, dirigenti di aziende e ambasciatori vivono.  

Ci ha spiegato inoltre che il drone è volato con troppa precisione per essere stato soltanto un impatto accidentale. Con l’attuale tecnologia, è possibile sapere precisamente a che velocità, chi e dove colpire. 

“È stato inviato per colpire”, le parole dell’esperto

“Il drone l’ho visto cadere preciso nel parcheggio, non girarsi o precipitare già avvolto dalle  fiamme. Se conosci l’aviazione, sai che quel drone non era fuori controllo”.

L’ex pilota racconta che, come fortemente raccomandato, dallo scorso sabato, la maggior parte dei residenti e dei turisti è rimasta chiusa in casa. Altri, però, preferiscono trascorrere la notte in macchina, temendo che, restando nei propri appartamenti, ci possa essere una maggiore probabilità di morire tra le fiamme innescate dall’effetto lente delle immense vetrate che rivestono i grattacieli di Dubai.

Quando gli abbiamo chiesto cosa vedesse intorno a lui in questi giorni, Alex  mi ha raccontato che sopra le loro teste ci sono continuamente i droni che in queste ore continuano a sorvolare Dubai seguendo la rotta dall’Iran ad Abu Dhabi, e che, quando arrivano, ci si accorge immediatamente della loro presenza dal rumore stridulo provocato dal motore del drone: passano solo cinque o sei secondi prima che si schiantino.

“E’ inquietante, sembra quasi di vedere il cielo continuamente illuminato da stelle cadenti, ma si vedono poi pezzi di missili cadere in spiaggia e in mare”, ha concluso Alex. 

Leggi anche questi articoli


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI