Fabio ucciso a Ponticelli, il 17enne fermato: “Non dormo più, per me era come un fratello”

Fabio Ascione, il ragazzo ucciso a Ponticelli


Il minorenne fermato per l’omicidio di Fabio Ascione, il ragazzo ucciso a Ponticelli, questa mattina si è presentato davanti al gip per l’udienza di convalida, ricordando l’amico morto tragicamente.

Fabio ucciso a Ponticelli, il minorenne: “Gli volevo bene”

“Volevo bene a Fabio, per me era come un fratello. Sono giorni che non dormo, non riesco a darmi pace per quello che è successo” – ha detto il 17enne, come rende noto Il Mattino. Il minore, quella tragica sera, era a bordo del suo scooter insieme a Francesco Pio, il 23enne accusato di aver aperto il fuoco contro Fabio.

Gli inquirenti stanno ricostruendo l’accaduto cercando di risalire all’eventuale coinvolgimento del minore nella sparatoria che sarebbe avvenuta poco prima del decesso del giovane incensurato. Il giudice, al momento, ha deciso di non convalidare il fermo, disponendo però l’applicazione della custodia cautelare in carcere in istituto minorile.

Il 17enne si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere, limitandosi a ricordare Fabio con parole di affetto, in una breve dichiarazione spontanea, manifestando il suo dolore per la perdita di quell’amico che ha definito “fraterno”.

“E’ vero che ho dato un passaggio in scooter a Francesco Pio ma l’incontro con l’altra automobile è stato casuale” – ha ammesso il minore. Subito dopo sarebbe stato il 23enne a far esplodere accidentalmente il proiettile che avrebbe raggiunto Fabio al petto: si era fermato nei pressi di un palazzo con gli amici per raccontargli l’episodio, mostrando loro la pistola.


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