Piano Vesuvio tra rischio, evacuazione e diritto di restare nella propria terra: l’incontro
Mag 19, 2026 - Redazione
Piano Vesuvio, l'incontro a Villa Campolieto
Si è svolto ieri, nella prestigiosa cornice di Villa Campolieto ad Ercolano, il convegno “Piano Vesuvio, da rischio ad opportunità di sviluppo delle aree interne”, promosso dall’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole Minori”, con la partecipazione di importanti rappresentanti istituzionali nazionali, regionali e territoriali.
Piano Vesuvio a Ercolano: l’incontro a Villa Campolieto
All’incontro, moderato dal legislativo parlamentare Luca Antonio Pepe, hanno preso parte l’On. Alessandro Caramiello, presidente dell’Intergruppo parlamentare Sviluppo Sud, il Ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci con un intervento a distanza, l’assessore regionale alla Protezione Civile Fiorella Zabatta, il Direttore Operativo del Coordinamento Protezione Civile Luigi D’Angelo, il presidente della Fondazione Convivenza Vesuvio Enzo Coronato, il presidente della Fondazione Ente Ville Vesuviane Gennaro Miranda, il presidente del Tavolo Tecnico dell’Intergruppo Giovanni Barretta, oltre a numerosi sindaci del Vesuviano, dell’Irpinia e del Sannio.
Erano presenti anche gli esperti di Protezione Civile della Fondazione Convivenza Vesuvio di San Nicola la Strada, guidati dal dr. Ciro De Maio, i quali si sono prodigati per informare le istituzioni dei comuni vesuviani e quelli di accoglienza sui recenti aggiornamenti dei piani comunali di Protezione Civile e relativi finanziamenti.
Nel corso del convegno è stata ribadita l’importanza della collaborazione tra enti nazionali, regionali e locali, con particolare riferimento al lavoro sinergico tra Protezione Civile, Regione Campania, Intergruppo parlamentare Sviluppo Sud e Fondazione Convivenza Vesuvio insieme ai suoi partner strategici: SVIMEZ, SVIMAR, Distretto Aerospaziale della Campania, Università Vanvitelli, Confindustria Caserta e altri soggetti impegnati nello sviluppo territoriale e nella pianificazione delle aree interne.
La Fondazione Convivenza Vesuvio ha inoltre illustrato le tre istanze alla base della propria proposta progettuale: la prima legata al principio della convivenza con il rischio vulcanico e alla necessità di preservare le comunità all’interno della Regione Campania; la seconda relativa al rapporto Svimez 2025 e alla coincidenza con la lettera aperta della Conferenza Episcopale Italiana sulle aree interne; la terza inerente all’attivazione del piano nazionale di evacuazione soltanto dopo aver saturato le prime due istanze territoriali e regionali.
L’assessore regionale Fiorella Zabatta ha evidenziato la necessità di preservare non solo la sicurezza dei cittadini, ma anche il capitale umano, economico e sociale della Campania, sottolineando come le popolazioni non vogliano abbandonare le proprie terre, tema emerso con forza anche nell’esperienza dei Campi Flegrei. Il Direttore Operativo della Protezione Civile Luigi D’Angelo ha mostrato grande interesse quando il presidente Coronato gli ha comunicato che il Comune di Lacedonia, sta approntando un edificio di Protezione Civile che potrà essere un Hub per tutta l’alta Irpinia e che sarà inaugurato a fine giugno. Ha poi ribadito l’importanza di mantenere saldo l’aspetto tecnico del piano di evacuazione, ma anche di individuare soluzioni realistiche e sostenibili all’interno del territorio regionale.
Forte anche l’intervento dell’On. Alessandro Caramiello, che ha sottolineato come i cittadini vesuviani e flegrei debbano essere accolti in Campania “come ospiti e non come profughi”, evitando modelli del passato che prevedevano trasferimenti lontani dal proprio contesto sociale e culturale.
“Dopo più di 20 anni, speriamo di essere giunti al punto di salvaguardare in primis e definitivamente la dignità dei Vesuviani e campani, con il diritto di restare nella propria terra” – ha aggiunto Coronato. Nel corso dell’evento è stata inoltre ufficializzata l’apertura di un tavolo tecnico permanente di collaborazione tra istituzioni, enti e territori, destinato a proseguire nei prossimi mesi e anni per rafforzare il progetto di convivenza con il rischio vulcanico e trasformarlo in un’opportunità concreta di sviluppo per le aree interne.
“Ad oggi sono 13 i comuni vesuviani che hanno firmato il Protocollo d’Intesa con la Fondazione Convivenza Vesuvio, per un totale di circa 520mila abitanti, mentre in Irpinia sono già 25 i comuni coinvolti nel protocollo di accoglienza, con oltre 11.900 unità immobiliari disponibili. Coinvolti anche i territori del Sannio e del Fortore, con amministrazioni pronte ad aderire ai percorsi di gemellaggio e collaborazione istituzionale” – ha ricordato Giovanni Barretta.
Inoltre, su iniziativa del Presidente del Tavolo Tecnico dell’Intergruppo Giovanni Barretta, sono stati coinvolti anche i comuni del Sannio, con il Sindaco di San Bartolomeo in Galdo, Carmine Agostinelli, che è uno dei 14 Comuni della Comunità Montana del Fortore interessati a partecipare al gemellaggio con i comuni della fascia rossa vesuviana.
Presente all’incontro anche alcuni altri Sindaci del Sannio, tra cui il Sindaco di Apollosa, Danilo Parente, intervenuto per delega anche dei Sindaci dei Comuni della rete di protezione civile: Arpaise, Ceppaloni e San Leucio del Sannio. Per il comune di Benevento, presente all’incontro il Dr. Italo Barbieri, consigliere comunale con delega alla Protezione Civile, accompagnato dal presidente dell’Associazione Protezione Civile di Benevento, Aniello Petito, infine anche Mario Ferraro, past president di ANCE Benevento e componente della Commissione (Infrastrutture e costruzioni) VI dell’Intergruppo e Pasquale Lampugnale della Commissione Innovazione tecnologica.
