“Regalami una pizza”: pizzaiolo rifiuta e viene ucciso. Ne aveva già donate 3 al suo assassino
Giu 30, 2026 - Francesco Pipitone
Raffaele Stipa con sua sorella, Antonella. L'uomo è stato ucciso per aver negato l'ennesima pizza in regalo a un uomo
Una discussione nata per una richiesta rifiutata sarebbe all’origine dell’omicidio che ha sconvolto Reggio Emilia nella serata di lunedì. A perdere la vita è stato Raffaele Stipa, proprietario della pizzeria Yoghi, colpito mortalmente durante un’aggressione avvenuta all’interno del suo locale.
Dopo il delitto, il presunto responsabile si sarebbe allontanato facendo perdere le proprie tracce. Le ricerche avviate immediatamente dalle forze dell’ordine hanno però portato al suo rintraccio poche ore più tardi. L’uomo è stato fermato nel corso della notte e la sua posizione è ora al centro degli accertamenti investigativi.
Il fermo del presunto aggressore
Gli agenti hanno individuato il sospettato intorno alle due del mattino, al termine di una vasta operazione di ricerca condotta sul territorio. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze ed elementi utili per ricostruire con esattezza le fasi che hanno preceduto l’aggressione.
L’episodio si è verificato nella pizzeria Yoghi, situata in via Gran Sasso d’Italia, nella zona sud della città emiliana, a poca distanza dall’ospedale Santa Maria Nuova. Secondo le prime informazioni raccolte, il fermato sarebbe un cittadino italiano di 40 anni con precedenti legati a reati in materia di droga.
La lite degenerata in tragedia
Le prime testimonianze indicano che l’uomo avrebbe chiesto di ricevere una pizza senza pagarla. Il titolare avrebbe però respinto la richiesta, facendo nascere una discussione che nel giro di pochi istanti sarebbe sfociata nella violenza. Il titolare avrebbe negato al suo assassino la pizza dopo avergliene già regalate tre in precedenza.
Stando alla ricostruzione degli investigatori, il quarantenne avrebbe estratto un coltello e colpito più volte il proprietario del locale. Le ferite riportate si sono rivelate fatali per Raffaele Stipa, nonostante l’intervento dei soccorsi.
Ferita gravemente la sorella della vittima
Durante l’aggressione è rimasta coinvolta anche Antonella Stipa, sorella del pizzaiolo. La donna avrebbe tentato di intervenire per fermare l’assalitore e proteggere il fratello, venendo a sua volta colpita.
Trasportata d’urgenza all’ospedale Santa Maria Nuova, è attualmente ricoverata in gravi condizioni. I medici continuano a monitorare il suo stato di salute.
Chi era Raffaele Stipa
Raffaele Stipa aveva circa sessant’anni ed era originario di Capo d’Orlando, in provincia di Messina. Da molti anni viveva a Reggio Emilia, dove aveva costruito la propria attività diventando un punto di riferimento per numerosi residenti del quartiere.
La pizzeria Yoghi era gestita dalla famiglia da circa vent’anni. Le indagini proseguono per chiarire tutti gli aspetti della vicenda e accertare l’eventuale rapporto pregresso tra la vittima e il presunto aggressore, che secondo i primi riscontri frequentava abitualmente il locale.
