“Torna a Surriento” punta sulla cucina di tradizione: “È diversa da quella turistica, ecco perchè”


Quando si parla di cucina tipica napoletana si immagina una tavola imbandita di piatti ben precisi come ragù, caprese, babà, pizza, parmigiana di melanzane: ma spesso la proposta culinaria dei ristoranti “confonde” i turisti.

Ne abbiamo parlato con Nicola e Roberta della trattoria “Torna a Surriento”. Qui tantissimi visitatori stranieri provano l’ebbrezza della vera cucina tradizionale napoletana come fatta in casa: porzioni abbondanti, simpatia, prezzi decisamente accessibili.

“I turisti si sorprendono, a volte, perché scoprono che in Italia ogni regione è un mondo a sé”, spiega Roberta, la chef della trattoria.

Cucina tipica napoletana vs cucina turistica: ecco le differenze

In effetti, girando per Sorrento, per la Costiera, ma in tutti i luoghi della Campania “baciati” dal turismo di massa è abbastanza comune notare trattorie e ristoranti che promuovono cucina tipica, tradizionale, e poi hanno nel loro menù la carbonara, l’amatriciana, le tagliatelle alla bolognese.

Si tratta di piatti certamente tra i più noti della cucina italiana nel mondo ma, spiega la chef, poco hanno a che vedere con la tradizione locale. “Senza dubbio ciascuno preparerà al meglio anche queste pietanze non propriamente napoletane, ma è un’altra cosa rispetto alla cucina tradizionale del territorio. Noi abbiamo scelto di puntare sulla tipicità locale, a partire proprio dagli ingredienti”, racconta.

“Il risotto allo zafferano? È milanese. La carbonara è romana. Il ragù alla bolognese è diverso da quello alla napoletana. Che c’entrano questi piatti con noi? Per noi la tradizione è il vero ragù napoletano, la parmigiana di melanzane, il fritto di paranza con i prodotti del nostro mare, i latticini dei monti Lattari. Questa è la vera cucina tradizionale”, precisa Nicola, volto social del locale e “mattatore” della sala. “Tutto il resto è cucina turistica. Può piacere, certo, ma non chiamatela tradizione”.

Ogni regione ha un patrimonio

Citando lo chef Gualtiero Marchesi, Roberta ricorda come ogni regione d’Italia abbia un patrimonio immenso dal punto di vista culinario: “Gli stranieri che arrivano a Napoli, a Sorrento, proveranno una cucina diversa da quella piemontese, siciliana, lombarda o emiliana. Noi consigliamo di assaggiare questi prodotti, che sono espressione della nostra regione e che non hanno nulla da invidiare alle altre, anzi”.

Cucina tradizionale campana? “Ecco il nostro menù”

In effetti, il menù locale della trattoria Torna a Surriento non lascia certo a desiderare: si può partire con un antipasto con prodotti della penisola sorrentina, arrivando ai primi che sono un vero fiore all’occhiello della cucina. Il ragù napoletano – “questa è lava del Vesuvio!”, ironizza Nicola – che accompagna sia la pasta che le immancabili polpette della nonna.

Immancabile, nel periodo estivo, lo spaghettone alla Nerano, nel quale si incontrano e si fondono sapori di terra con richiami di mare.

Per i secondi la scelta ricade sulle grigliate o sul fritto di paranza, con prodotti che arrivano quotidianamente dai mari del golfo di Napoli. Immancabili, nel periodo estivo, le cozze per la tradizionale impepata.

A completare il pranzo o la cena, i dolci di cui la tradizione napoletana è ricchissima: dai babà alla sfogliatella, alla santarosa. Senza dimenticare di abbinare i vini top della penisola.

La parmigiana: orgoglio del sud, ma in ogni regione cambia

Anche un semplice e gustoso secondo come la parmigiana di melanzane, spiega chef Roberta, può avere delle varianti regionali che vanno rispettate e spiegate: “Noi facciamo quella tipica napoletana, che è con la mozzarella. A Salerno la fanno ‘indorata e fritta’. In Puglia la fanno con il prosciutto cotto e le melanzane larghe tagliate tonde. In Sicilia usano solo parmigiano, senza mozzarella. Come si fa a ‘banalizzare’ sotto un unico nome tutte queste diverse specialità?”

Una conoscenza profonda dell’argomento che spiega bene il concetto: in un’Italia che nel mondo significa, tra le altre cose, bontà culinarie e sapori indimenticabili, la Campania riveste un ruolo di eccellenza con specialità uniche e diverse che meritano un assaggio – ma anche più di uno – soprattutto per chi sceglie di trascorrere dei giorni nell’incanto di Sorrento e della penisola.

E Nicola conclude, dicendo tutto: “Perché la carbonara la puoi mangiare pure a Roma, ma un ragù come il nostro quando ti ricapita?”.

“Torna a Surriento”, dove si trova e contatti

“Torna a Surriento” si trova in via Santa Lucia 1-3, a pochissimi minuti a piedi dalla centralissima piazza Tasso a Sorrento.

Facebook: Torna a Surriento Trattoria e Pizzeria
Instagram: trattoriatornaasurriento
TikTok: tornaasurrientotrattoria
Website: tornaasurriento.it
Tel: +39 081 878 2301

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