Banco di Santa Croce nel Golfo di Napoli: la campagna per proteggere la barriera corallina del Mediterraneo
Lug 28, 2026 - Clara Flauto
La campagna per inserire il Banco di Santa Croce nell'AMP di Punta Campanella
I sub di Greenpeace Italia e Blue Marine Foundation si sono immersi nelle acque cristalline del Banco di Santa Croce, per documentarne l’importanza naturalistica. L’iniziativa fa parte della campagna per l’inserimento del Banco di Santa Croce nell’Area Marina Protetta di Punta Campanella.
Uno straordinario ecosistema da proteggere
Il Banco di Santa Croce ospita numerose specie marine, fra cui l’aquila di mare, il tonno e il gattopardo. Un habitat definito come la “barriera corallina mediterranea”, ma che rischia ogni giorno di essere irrimediabilmente compromesso dalle attività umane e dall’intenso traffico marittimo.
Il Banco, infatti, rientra attualmente fra le Zone di Tutela Biologica. Una classificazione che non garantisce una piena tutela ambientale, poiché improntata maggiormente alla conservazione di specie commercialmente redditizie. Non sono previsti, quindi, programmi di preservazione ambientale dell’ecosistema marino, o la gestione da parte dei Comuni.

Il programma AMPower di Greenpeace Italia
La proposta di inserire il Banco di Santa Croce nell’area marina protetta di Punta Campanella fa parte del programma più ampio di Greenpeace Italia, AMPower. Il programma si pone l’obiettivo di ampliare quanto più possibile le Aree Marine Protette in Italia, che attualmente costituiscono meno dell’1% dei mari italiani. La richiesta è di ampliarle entro il 2023 ad un minimo di 30%.
“Si tratta di misure urgenti e non più rimandabili, perfettamente in linea con gli impegni già presi dall’Italia, dall’UE e dalla Convenzione sulla Diversità Biologica”, si legge nel comunicato di Greenpeace, “Il mare è vitale per tutti noi. È arrivato il momento di salvaguardarlo.”
L’ampliamento dell’Area Marina di Punta Campanella segnerebbe un passo decisivo nella tutela ambientale per la Campania. Il Golfo di Napoli, infatti, ricco di ecosistemi unici, è ancora oggi pesantemente minacciato dall’inquinamento.
