Vaccini contro i tumori, verso la svolta in campo oncologico: riducono recidive e metastasi

Paolo Ascierto


Risultati promettenti per lo studio di fase 3 del nuovo vaccino contro i tumori della pelle: la sperimentazione del nuovo farmaco, sviluppato da Moderna e Merck, potrebbe dare il via ad una vera e propria svolta in campo oncologico e, nello specifico, nella lotta al melanoma.

Vaccino contro i tumori, i risultati: verso la svolta oncologica

Si chiama Intismeran Autogene ed è un trattamento personalizzato somministrato insieme all’Immunoterapico pembrolizumab (Keytruda). Si tratta di un vaccino a mRNA “costruito” in base al tumore di ciascun paziente che, stando ai risultati appena diffusi, riuscirebbe a ritardare il ritorno del melanoma e la sua diffusione ad altre parti dell’organismo.

“Arrivano risultati positivi dalla sperimentazione del vaccino personalizzato a mRNA contro il melanoma, sviluppato da Moderna e Merck. Nei pazienti con melanoma già sottoposti a intervento chirurgico, l’approccio ha mostrato una riduzione del rischio di recidiva e di metastasi rispetto alla sola immunoterapia” – ha commentato il professor Paolo Antonio Ascierto, oncologo e direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Pascale di Napoli.

“Un risultato che apre una prospettiva particolarmente interessante: utilizzare la tecnologia a mRNA per insegnare al sistema immunitario a riconoscere e colpire in maniera più precisa le caratteristiche specifiche del tumore”.

“Non si tratta semplicemente di un vaccino contro il cancro nel senso tradizionale del termine. L’obiettivo è costruire, paziente per paziente, una risposta immunitaria mirata sulla base delle mutazioni presenti nelle cellule tumorali. E’ un cambio di paradigma: dalla terapia uguale per tutti a un trattamento sempre più personalizzato e costruito sulle caratteristiche biologiche del singolo tumore”.

“Il melanoma rappresenta oggi uno dei campi più avanzati dell’immuno-oncologia e questi risultati rafforzano l’idea che la combinazione tra immunoterapia, genomica e tecnologia mRNA possa aprire nuove strade anche per altri tumori”.

“Parliamo di un modo diverso di fare oncologia, una prospettiva nella quale il sistema immunitario diventa sempre più protagonista della lotta contro il cancro. E la ricerca continua. Questi risultati ci dicono che la direzione è quella giusta” – ha concluso.


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