Sfollati di Pozzuoli a Piazza del Plebiscito, fischi a Piantedosi: “Vergogna. Basta fumo negli occhi”

Manifestazione degli sfollati di Pozzuoli a Piazza del Plebiscito


Centinaia di sfollati e cittadini dei Campi Flegrei hanno manifestato lunedì mattina, 31 agosto, in piazza del Plebiscito a Napoli, davanti alla Prefettura, mentre all’interno del palazzo era in corso il vertice tra il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il prefetto Michele di Bari, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il sindaco di Napoli e della Città metropolitana Gaetano Manfredi e i sindaci dell’area flegrea. Tamburi, striscioni e cartelli hanno accompagnato il presidio, organizzato dalla rete “Pozzuoli esiste ancora” e da altri comitati cittadini, arrivati a Napoli con due pullman pagati di tasca propria dai manifestanti.

L’arrivo del ministro Piantedosi è stato accolto da fischi e grida di “vergogna”, mentre sui cartelli comparivano frasi come “Soluzioni per gli sfollati, requisite case e alberghi subito” e “La notte andiamo a dormire con la paura di morire, è atroce quello che ci state facendo”. Non sono mancati momenti di tensione fisica dovuti al gran caldo: due manifestanti hanno accusato un lieve malore durante il sit-in, che si è protratto per circa due ore sotto il sole.

Il vertice in Prefettura: emendamenti consegnati, apertura alla legge speciale

All’interno del Palazzo, il tavolo ha avuto come oggetto principale il pacchetto di emendamenti al decreto legge sui Campi Flegrei, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 7 agosto e ora all’esame del Parlamento per la conversione. Gli emendamenti, elaborati dalla cabina di regia coordinata dalla Prefettura di Napoli con il contributo di Regione Campania, Città Metropolitana e Comuni di Napoli, Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida, sono stati formalmente consegnati al ministro, che ne ha preso atto per portarli all’attenzione del Governo in vista dell’esame parlamentare.

Il dato politico più rilevante emerso dall’incontro è stata l’apertura di Piantedosi alla possibilità di una legge speciale per i Campi Flegrei, pensata per superare la logica dell’emergenza occasionale e affrontare in modo strutturale un fenomeno, il bradisismo, che si protrae ormai da anni. “Il governo non ha alcuna difficoltà a condividere, al di là della proclamazione dello stato di emergenza o meno, che il tema dei Campi Flegrei sia oggetto di un intervento sistematico”, ha dichiarato il ministro al termine della riunione. Tra le misure discusse figurerebbe anche un contributo forfettario fino a 30mila euro per i danni lievi, pensato per accelerare il rientro dei cittadini nelle proprie abitazioni.

La testimonianza dei manifestanti: “Nessuna risposta immediata”

Al netto delle aperture arrivate da Roma, per chi era in presidio in piazza la giornata si è chiusa con più di un’amarezza. Il pacchetto di emendamenti – messo a punto da un lavoro corale tra cittadinanza attiva, sindaci, Regione e Prefettura – non avrebbe ricevuto alcun riscontro operativo immediato: gli emendamenti sono stati semplicemente presi in carico dal ministro, che ha rinviato ogni decisione ai passaggi successivi in Consiglio dei ministri e in Parlamento, con tempi di conversione del decreto che restano quindi ancora incerti.

I manifestanti segnalano inoltre la presenza in Prefettura del sindaco Manfredi, che secondo la ricostruzione di alcuni manifestanti sarebbe arrivato accompagnato da comitati cittadini attivi sul fronte dei costoni di Posillipo, un’area interessata dalle verifiche di sicurezza in vista dell’America’s Cup, evento che coinvolge anche l’area di Bagnoli e Fuorigrotta.

Una presenza che – sottolinea Max Grillo del movimento Autonomia Napolitana – ha stonato agli occhi della cittadinanza attiva puteolana, dato che il primo cittadino non avrebbe mai preso parte in precedenza ai tavoli istituzionali dedicati specificamente all’emergenza abitativa degli sfollati flegrei.

Il nodo irrisolto: oltre 4mila persone ancora senza casa

A un mese dal terremoto di magnitudo 4.7 del 31 luglio, restano circa 4mila gli sfollati nell’area flegrea, la maggior parte dei quali privi ancora di una sistemazione stabile. Tra le richieste principali dei comitati figurano l’individuazione di immobili privati sfitti da destinare agli sfollati, canoni di affitto concordati, la riserva di una quota di alloggi e strutture pubbliche alle famiglie sgomberate, e il coinvolgimento della Regione nell’individuare posti nelle strutture ricettive del territorio.


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