Tumori, a Napoli il primo macchinario d’Italia che riduce le terapie: 5 sedute in una volta
Ott 13, 2026 - Veronica Ronza
Istituto Pascale di Napoli
L’Istituto Tumori Pascale di Napoli conquista un altro grande traguardo nella lotta contro i tumori al seno, inaugurando il primo GammaPod d’Italia: un sistema di radioterapia avanzato che permette alle pazienti di effettuare ben cinque sedute in una sola volta, riducendo i tempi del trattamento.
Tumori, a Napoli la prima radioterapia che riduce le sedute
Cinque sedute di radioterapia concentrate in una sola giornata, dunque meno viaggi in ospedale, meno tempo sottratto alla vita quotidiana e un percorso di cura potenzialmente più leggero per le donne che affrontano un tumore al seno. Tutto ciò è possibile grazie al GammaPod, il sistema di radioterapia stereotassica dedicato alla mammella, che apre la strada a trattamenti in singola seduta per pazienti selezionate. L’Istituto dei tumori napoletano è l’unico centro in Italia, insieme con il presidio ospedaliero universitario di Udine, dotato di questa tecnologia attualmente operativa.
L’arrivo del macchinario era già stato annunciato quattro mesi fa. Non si tratta soltanto di una tecnologia all’avanguardia ma anche di uno strumento che tende a ridurre drasticamente i tempi del trattamento. Un cambiamento importante che potrebbe incidere sulla vita concreta delle pazienti, evitando la necessità di tornare in ospedale per più appuntamenti e rendendo il percorso terapeutico meno impegnativo.
“Il principio – spiega Vincenzo Ravo, direttore della Struttura Complessa di Radioterapia – è quello della massima precisione. GammaPod è progettato specificamente per il trattamento della mammella e utilizza un sistema di immobilizzazione dedicato e fasci di radiazioni altamente mirati. L’obiettivo è concentrare il trattamento in tempi più brevi, limitando gli accessi ospedalieri. La singola seduta, tuttavia, non è indicata per tutte: la possibilità di utilizzarla dipende dalle caratteristiche della malattia e dalla valutazione degli specialisti“.
A fare la differenza, dunque, non è soltanto la tecnologia, ma il modo in cui può cambiare l’esperienza della cura. Per una donna che lavora, ha figli o vive lontano dall’ospedale, ridurre da cinque a una le sedute significa anche alleggerire il peso organizzativo della terapia. Un aspetto particolarmente importante in oncologia, dove il tempo trascorso tra visite, esami e trattamenti diventa spesso parte di una quotidianità già difficile.
Le prospettive offerte dal GammaPod e le nuove possibilità della radioterapia in singola seduta per un numero sempre maggiore di pazienti sono state al centro dell’incontro scientifico che si è svolto nell’auditorium del Pascale. Un’occasione di confronto tra esperti italiani e internazionali per condividere esperienze, approfondire le potenzialità della tecnologia e ribadire l’importanza della collaborazione tra specialisti, ricerca e associazioni dei pazienti.
Tra i partecipanti la dottoressa Asal Rahimi, referente statunitense ed esperta nell’utilizzo di GammaPod; la dottoressa Sara Falivene, responsabile dello sviluppo clinico del programma al Pascale; e il professor Michelino De Laurentiis, direttore dell’Oncologia senologica dell’Istituto e protagonista di numerosi studi clinici italiani ed europei sulle terapie contro il tumore della mammella. I lavori sono stati coordinati dal dottor Vincenzo Ravo e dal dottor Raimondo Di Giacomo, direttore della Chirurgia senologica. Presenti anche i rappresentanti delle società scientifiche AIRO e AIOM e le associazioni dei pazienti, tra cui Europa Donna Italia con la presidente Rosanna D’Antona.
Il percorso punta infatti a integrare innovazione tecnologica, ricerca clinica e lavoro multidisciplinare. Saranno gli specialisti a individuare le pazienti che potranno beneficiare della singola seduta, verificando l’appropriatezza del trattamento e la sicurezza del percorso.
<Il GammaPod – dice Michelino De Laurentiis – apre prospettive molto interessanti per il futuro della radioterapia del tumore della mammella, perché ci consente di esplorare modalità di trattamento sempre più precise e personalizzate, con un’attenzione concreta anche alla qualità di vita delle pazienti. La possibilità di concentrare il trattamento in un’unica seduta, per le pazienti che presentano le caratteristiche cliniche appropriate, rappresenta un’evoluzione importante, che richiede naturalmente un’attenta selezione e una rigorosa valutazione specialistica. Il Pascale è oggi, insieme al centro di Udine, l’unica realtà in Italia a disporre di questa tecnologia. Una posizione che ci attribuisce una responsabilità importante: svilupparne tutte le potenzialità attraverso la ricerca clinica, il confronto con i centri internazionali e un approccio multidisciplinare, affinché l’innovazione si traduca in benefici concreti per le pazienti>.
