Il Sud dà lezioni di civiltà: lacrime e dignità dalla Calabria alla Campania, violenza a Milano

Protesta civile al Sud, scontri a Milano


Anche in un momento drammatico, come quello che in queste ore sta unendo l’Italia intera, il grido del Sud sembra restare ancora una volta inascoltato, quasi “silenziato” dai mass media e privo di attenzione da parte della quasi totalità del Governo in carica. Sono ormai giorni che la protesta pacifica e civile degli autotrasportatori e degli agricoltori sta animando le principali Regioni del Meridione, dalla Calabria alla Campania, ma soltanto forse da poche ore è stata menzionata da qualche parte. Al contrario, a fare notizia e ricevere attenzione sono state le mobilitazioni avviate a Milano e in altre città del Nord, caratterizzate da violenza e puro degrado.

Protesta: al Sud regna la civiltà, a Milano la violenza

Il caro carburante, l’aumento vertiginoso dei costi di produzione, l’inflazione alle stelle, il futuro che diventa sempre più incerto per i giovani, le famiglie che non riescono ad affrontare le più semplici spese quotidiane: sono questi i principali motivi che hanno dato vita alle manifestazioni diffuse in diverse zone d’Italia, unendo l’intero paese in un reale grido di disperazione.

Una mobilitazione partita dal Sud, ormai giorni fa, ma che sembrava finora muoversi nell’anonimato, spingendo persino alcuni personaggi dello spettacolo a richiamare l’attenzione su un tema così attuale ed importante: da Fiorello che ha invocato la necessità di “accendere la luce sul Sud” a Luciana Littizzetto che ha denunciato il fatto che “nessuno parla di loro”, accusando i politici di avere “le orecchie tappate”.

Gli stessi politici che, a seguito degli atti di violenza registrati a Milano, non hanno esitato a condannare i responsabili, mostrando almeno un minimo interesse per quanto accaduto. Il Sud, invece, continua a fare notizia solo se rende giustizia ai classici e distorti stereotipi che ne manipolano la narrazione ma non se mette in atto una lodevole, civile e pacifica protesta, portata avanti per giorni con educazione, gentilezza e con l’appoggio della stessa cittadinanza.

Nessuno ha osato agire con violenza né spaccare le vetrine dei propri stessi concittadini, come è successo invece a Milano, con Piazza Duomo trasformata in un vero e proprio campo di battaglia tra lancio di bombe carta, bottiglie, assalti violenti. Certo anche in quel caso, la banda di giovani mascherati, protagonisti di comportamenti vandalici, non rappresenta tutti i milanesi o settentrionali che, al contrario, probabilmente avrebbero preferito manifestare con garbo e civiltà.

Civiltà che, invece, il Sud ha mostrato sin da subito, diventato un vero e proprio esempio per chi, in queste ultime ore, da Milano a Torino, da Bologna a Bergamo, sta riducendo un problema serio e reale in mera guerriglia, spostando l’attenzione dalla necessità di un cambio di rotta alla sola violenza.

Dalla Calabria alla Campania passando per la Puglia, invece, si invoca ad un cambiamento delle condizioni dei lavoratori e dei cittadini, in maniera pacata. Si dà spazio alla disperazione con le lacrime dei padri di famiglia che non sanno più come andare avanti. Qui le forze dell’ordine non hanno dovuto contenere le masse, presenziando sui posti di blocco in un clima di totale serenità e collaborazione con le parti.

Il tutto attraverso una catena di solidarietà che non conosce confini: i manifestanti si consolano tra loro, tra abbracci e pacche sulle spalle, mentre i cittadini mostrano la propria vicinanza, fermandosi a salutarli in strada e addirittura omaggiandoli con un pasto caldo.

Tutti uniti in un unico intento: nessun incentivo, solo la possibilità di poter continuare a lavorare con dignità e non vedere i sacrifici di una vita andare in fumo per spese ormai diventate insostenibili.


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