Vino Asprinio di Aversa, la storia dell’alberata: la vendemmia eroica
Set 23, 2026 - Francesco Papa
Alberata del vino Asprinio. Foto: Ale.p.a. Societa' Agricola S.R.L.
Tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, la città di Aversa diventa protagonista della vendemmia del vino Asprinio, tradizione secolare divenuta ormai un fiore all’occhiello per il territorio agro-aversano. Esso viene realizzato mediante la tecnica dell’alberata, che affonda le proprie radici nel territorio per mano etrusca o per Louis Pierrefeu, cantiniere di Roberto D’Angiò, che individuò i suoli ideali per garantire alla corte normanna una valida alternativa allo champagne.
Alberata: la vendemmia con lo “scalillo”
In particolare, l’alberata dell’Asprinio è composta da viti secolari, perlopiù a piede franco (ovvero non innestate), ceppi tarchiati e possenti con la pelle segnata dal tempo, i tralci quali lunghe braccia magre, nodose, a loro volta decennali, imparentati in maniera inestricabile con gli olmi e soprattutto con i pioppi, che formano pareti verdi alte fino a quindici metri.
La vendemmia viene supportata dall’utilizzo del cosiddetto “scalillo”, una scala in legno che si addossa all’alberata, che consente di salire in alta quota con il cesto e raccogliere quindi i frutti. Inoltre, il vino Asprinio è considerato il vino bianco più secco al mondo per via dei numerosi metodi di vinificazione che hanno addomesticato quella secchezza e valorizzato i tenui profumi di camomilla.
Pertanto, l’allevamento ad alberata rappresenta un patrimonio da custodire e preservare, vista la sua storia secolare. Si pensi ad esempio alla cantina I Borboni della famiglia Numeroso, già tenutaria di vigne ad alberata nella seconda metà del settecento. Contestualmente è bene citare Rivolta, che è il nome del loro Asprinio frizzante da metodo ancestrale, affiancato da uno spumante brut e dal Cripto, ottimo metodo classico millesimato. Invece Terramasca è il nome dell’extra Brut di Drengot, affiancato da Hera, che è l’Asprino di Cavasete in omaggio alla dea del matrimonio. Le cantine Magliulo hanno semplicemente un Asprinio e un Asprì, mentre è proprio L’Alberata il nome del bianco vinificato in terracotta dalla Tenuta Fontana.
