Morte di Mario Paciolla, il dolore dell’Orientale: “Studente brillante e curioso”


Il corpo di Carmine Mario Paciolla, il volontario dell’Onu napoletano trovato morto nel suo appartamento a San Vicente del Caguan, in Colombia, dovrebbe rientrare in Italia nei prossimi giorni. Bisognerà attendere ancora un po’ per i risultati dell’autopsia, ma alle autorità italiane e ai familiari di Mario, non convince affatto l’ipotesi del suicidio.

Ci sono alcune cose che non tornano, come il biglietto aereo per il rientro a Napoli prenotato per oggi, 20 luglio. Mario infatti aveva comunicato alla famiglia il rientro frettoloso in patria. Poi, avrebbe confidato ad alcuni amici di sentirsi in pericolo. Sul corpo, inoltre, sarebbero stati trovati dei tagli incompatibili con l’ipotesi del suicidio.

Altro fattore che pone dei dubbi sull’ipotesi del suicidio è che sia il distretto che la città dove lavorava Paciolla sono state considerate ad alto rischio dagli analisti italiani e dalle autorità colombiane.

In più la quarantena, imposta a causa dell’emergenza Coronavirus, ha permesso ai gruppi criminali della zona di uscire allo scoperto e provare ad affermare la propria forza sul territorio. In tutta l’area dall’inizio della pandemia sono state uccise 20 persone.

La morte di Carmine Mario Paciolla ha addolorato tutti, e l’Università l’Orientale, presso cui aveva studiato dal 2007 al 2013, ha voluto ricordarlo attraverso le parole della professoressa Stefania Cavaliere, che lo ha avuto come studente di hindi per il suo intero percorso di studi.

“Mario Paciolla aveva interesse per gli studi storico-politologici e le relazioni internazionali e per questo aveva scelto di approfondire, per il suo lavoro di tesi, le posizioni degli intellettuali indiani del Centre for the Study of Developing Societies di Delhi (Nandy, Madan e Kothari) nel dibattito politico e storiografico contemporaneo. Nel 2012 aveva collaborato attivamente all’organizzazione delle giornate di studio “Prospettive di studio sull’Asia Meridionale” organizzate insieme al Master in Diritto e Politiche Ambientali della allora Seconda Università di Napoli.

La sua curiosità e i suoi molteplici interessi si sono concretizzati in numerosi viaggi durante il suo percorso di studi: un anno a Parigi come studente Erasmus, oltre a soggiorni di vari mesi in Spagna e Argentina. E proprio in Sud America era impegnato negli ultimi anni.

In parallelo agli studi, Mario ha coltivato le sue aspirazioni giornalistiche ed era membro della Youth Press Italia nell’ambito del network European Youth Press. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, lo ricorda come uno studente e un collega di studi brillante, curioso, aperto e cittadino del mondo per vocazione, che già da studente si distingueva per la dedizione e l’onestà del suo lavoro”, ha concluso la professoressa Cavaliere.


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