Profughi ucraini, Regione e Manfredi lanciano un appello contro il flusso di arrivi non controllato

profughi regioneNapoli in questi giorni sta mostrando tutto il suo cuore raccogliendo beni di prima necessità da mandare in Ucraina e accogliendo le donne e i bambini in fuga dalla guerra. Sono centinaia infatti i profughi già arrivati nel capoluogo partenopeo che sono stati trasferiti al residence dell’ospedale del Mare in attesa delle visite mediche e del vaccino anti covid.

ACCOGLIENZA PROFUGHI UCRAINI, L’APPELLO DELLA REGIONE CAMPANIA

Il sindaco, Gaetano Manfredi, ha evidenziato alcuni problemi legati all’afflusso di profughi. Problemi che sono stati riportati anche dalla Regione Campania che in un comunicato scrive:

“Si è insediato questa mattina a Palazzo Santa Lucia il Comitato regionale per il coordinamento degli interventi e delle attività di soccorso ed assistenza alla popolazione proveniente dall’Ucraina alla presenza del Presidente Vincenzo De Luca. Il primo incontro è servito a fare un primo punto della situazione e a tracciare le linee di intervento. Le priorità saranno quelle di garantire ai cittadini ucraini l’assistenza sanitaria e a verificare la distribuzione dei profughi sul territorio, secondo il Piano di accoglienza del Ministero dell’Interno che viene attuato dalle Prefetture. Un appello è stato rivolto ai cittadini residenti in Italia che ospitano profughi affinché comunichino alle Asl le persone che sono arrivate dall’estero al fine di permettere il rilascio dei codici STP (straniero temporaneamente presente) che consentono l’accesso alle prestazioni sanitarie“.

LE PAROLE DEL SINDACO

Il problema degli afflussi non controllati è stato trattato anche da Gaetano Manfredi:

La difficoltà della registrazione è un tema purtroppo importante, è chiaro che se non abbiamo una registrazione molto dettagliata degli arrivi, qualsiasi percorso di accoglienza e regolarizzazione diventa estremamente complicato. Questa attività è nelle mani della Prefettura e della regione e questo è fondamentale che ci sia un modello organizzato molto efficiente. L’arrivo non è centralizzato, in parte è fatto in maniera volontaria e spesso ci sono minori non accompagnati e questo ci preoccupa ulteriormente. Serve che ogni Comune possa poter accogliere chi arriva. Il Comune ha a disposizione delle strutture e se sarà utile il nostro contributo, noi saremo a disposizione. Il nostro obiettivo è evitare situazioni di afflusso non controllate“.

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