Sicurezza alimentare, controlli a Pianura e viale Gramsci: sospese due pizzerie e sanzioni per 9 mila euro

controlli sicurezza alimentare
Controlli asl- foto di repertorio

Continuano i controlli da parte dell’ASL Napoli 1 Centro per quanto riguarda la sicurezza alimentare. Dopo i casi di ieri della mandragora venduta come spinaci, si sono intensificate le attività di prevenzione in bar e ristoranti del capoluogo partenopeo.

Sicurezza alimentare, controlli a Napoli

Nella giornata di ieri, 6 ottobre, ispezioni sono state effettuate a Pianura e viale Gramsci. Sono state emesse sanzioni per
9.000 euro, 87 prescrizioni e la sospensione completa per due esercizi commerciali (pizzerie). Sospesa anche la linea di somministrazione di pasti per celiaci (una pizzeria). L’attività di prevenzione e controllo posta in essere dall’ASL Napoli 1 Centro con l’intento preciso di garantire la sicurezza alimentare di tutti i prodotti destinati al consumo del pubblico e il rispetto delle norme previste per legge ha portato ieri sera ad un’importante operazione in uno dei quartieri più popolosi di Napoli.

Le donne e gli uomini del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Napoli 1 Centro si sono concentrati in modo particolare a Pianura e viale Gramsci, ispezionando 16 esercizi (14 pizzerie, 2 ristoranti). L’operazione ha visto in campo 10 medici e 18 tecnici della prevenzione. Sono state erogate 87 prescrizioni, 4 diffide, 6 sanzioni amministrative (per un totale di 9.000 euro) ed è stata disposta la sospensione completa di due esercizi commerciali (due pizzerie). È stata sospesa l’attività in un altro esercizio commerciale (una pizzeria) limitatamente alla linea di somministrazione di pasti per celiaci.

La soddisfazione di Verdoliva

Come spiegato dal direttore generale Ciro Verdoliva:

«I risultati di quest’attività straordinaria di controllo, che si aggiunge all’attività quotidiana portata avanti sempre dal
Dipartimento di Prevenzione, ci fanno capire quanto sia importante non abbassare mai la guardia. Alcuni pensano infatti di poter guadagnare aggirando o ignorando le norme sulla sicurezza alimentare, e così facendo mettono a rischio la salute pubblica e di fatto realizzano una concorrenza sleale nei confronti di quella maggioranza che invece le norme le rispetta. Ringrazio tutte le donne e gli uomini del Dipartimento di Prevenzione, che settimana dopo settimana portano avanti questo ed altri compiti di grande importanza».


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