La tomba di Jacopo Sannazaro: un gioiello nascosto in una chiesa di Mergellina


Tomba di Sannazaro. Nel cuore della chiesa di Santa Maria del Parto a Mergellina giace un tesoro nascosto: la tomba di Jacopo Sannazaro. Dalla spettacolare struttura in marmo, la tomba di Sannazzaro fu disegnata dallo stesso poeta in previsione della sua morte, rappresentando emblematicamente nella scultura la sua poesia.

Tomba di Sannazaro, dove si trova

L’architettura del sepolcro regala un impatto visivo ammaliante, come ci testimonia Benedetto Croce, che in un suo scritto la descrive come “Quella mescolanza di sacro e profano ch’è tanto caratteristico della poesia del Sannazaro, quella pienezza di fede religiosa nel Cristianesimo e di fede estetica del paganesimo, raggiungono un’espressione plastica in questo monumento sepolcrale“. La tomba, pertanto, appare la perfetta trasposizione in marmo dell’arte poetica del letterato napoletano.

La struttura si compone di due statue ai margini, che rappresentano rispettivamente Apollo e Minerva. Tra le due figure mitiche c’è, invece, l’urna funebre, dalla quale sorge il busto di Sannazzaro accompagnato da due amorini. A realizzare tale opera fu Giovanni Angelo Montorsoli, con l’ausilio di Bartolomeo Ammannati e Francesco del Tadda, come testimonia la firma apposta nella zoccolatura.

Anche la chiesa in cui dal 1536 giace la tomba è stata voluta da Jacopo Sannazaro: il poeta partenopeo possedeva un ampio terreno nell’attuale zona di Mergellina, ordinando al suo interno la costruzione della sua abitazione e di due chiese. Nel 1528, in concomitanza con l’assedio francese, Sannazzaro decise di donare il suo possedimento ai Servi di Maria, finanziando anche il proseguimento dei lavori di fine edificazione di una delle due chiese. Proprio in quest’ultima, che prese il nome di chiesa di Santa Maria del Parto, Sannazzaro chiese di essere sepolto una volta defunto.

E così accadde: morto nel 1530, la tomba disegnata da Sannazaro fu realizzata tra Genova e Carrara pochi anni dopo. Una volta ultimata fu condotta nella chiesa napoletana nel pieno rispetto delle volontà del poeta.


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