Riapre la storica “sala degli specchi” del Gambrinus: Napoli riabbraccia la sua storia


Torna aperta al pubblico la storica sala ottocentesca del Gran Caffè Gambrinus con affaccio su via Chiaia, luogo di ritrovo nell’800 di intellettuali, personalità di spicco dell’epoca e regnanti.

Gran Caffè Gambrinus, torna a vivere la Sala degli Specchi

Una serata che la città non dimenticherà facilmente. Ieri, 17 dicembre, Napoli ha ritrovato una delle sue gemme più preziose: la storica Sala degli Specchi del Gran Caffè Gambrinus, restaurata e riaperta al pubblico dopo oltre due anni di lavori e decenni di chiusura.

Un ritorno all’antico splendore che ha acceso entusiasmo fra cittadini, storici dell’arte, residenti e turisti, nel cuore pulsante di via Chiaia: presenti all’evento di riapertura numerose personalità delle istituzioni e della cultura partenopee.

La cerimonia di inaugurazione, svoltasi alla presenza del sindaco Gaetano Manfredi e del prefetto di Napoli Michele di Bari, ha segnato il compimento di un sogno che affonda le radici in generazioni di una famiglia – i Sergio-Rosati – custode di uno dei simboli storici della città.

La Sala, infatti, era stata chiusa nel 1938 per decisione prefettizia, considerata allora “luogo antifascista”. Oggi, grazie a un lavoro lungo, paziente e rigoroso, oltre che ad una sinergia tra istituzioni e privati, Napoli riacquista uno spazio che è parte integrante della sua memoria collettiva.

Un sogno lungo quasi un secolo: “Realizzato il progetto di nostro padre”

“È stata la lungimiranza di nostro padre ad avviare l’idea di riunire il locale originario. Non è riuscito a vedere la completa realizzazione del progetto, ma siamo felici di averne coronato il sogno”, hanno dichiarato i fratelli Sergio, portando con sé il peso di decenni di battaglie e ripensamenti urbanistici.

Il restauro ha riportato al Gambrinus – già luogo di incontro di artisti, intellettuali e uomini di cultura – i marmi di Carrara, gli stucchi, gli affreschi e l’architettura originaria, risalente al 1860.

Un lavoro condotto sotto la supervisione della Soprintendenza e della Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale della Campania, che ha permesso di restituire alla città un ambiente di grandissimo valore storico e culturale.

Decenni di ospiti illustri

Non si è trattato solo di un restauro estetico: la riapertura della Sala degli Specchi è stata vissuta come la restituzione di un pezzo di identità cittadina, un luogo dove Napoli ritrova la propria anima, raccontata nei riflessi degli specchi, nel calore dei suoi arredi e nella memoria dei suoi avventori di ieri e di oggi.

Proprio Antonio Sergio e Massimiliano Rosati, eredi di quel “sogno” che oggi è un pò più reale, ricordano alcuni tra i più significativi momenti degli ultimi decenni: “Una sera vidi un uomo che mangiava un gelato da solo guardando nelle vetrine. Mi misi in disparte ad osservarlo, pensavo fosse un pazzo – racconta Sergio – con un cappello enorme che lo nascondeva. Alzò la testa, mi sorrise e mi salutò: era Woody Allen”.

Rosati ricorda un episodio risalente ai primi giorni del 2002: “Fu ospite da noi l’allora presidente Ciampi. Si accinse a pagare il caffè e ricordo mio zio che insisteva per offrirglielo mentre il presidente voleva assolutamente pagarlo. Poi capimmo che era un momento storico, simbolico: era il primo caffè pagato con la nuova moneta, l’Euro”.


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI