Rischia di morire per un morso del ragno violino: uomo salvato all’ospedale del Mare
Feb 12, 2026 - Michele Massa
Una storia che poteva finire in tragedia, invece si è trasformata in un esempio di sanità che funziona. L’uomo, 68 anni, è arrivato al Pronto Soccorso dell’Ospedale del Mare nella notte tra il 26 e il 27 giugno 2025 in condizioni gravissime, dopo essere stato presumibilmente punto da un insetto nei giorni precedenti, probabilmente un ragno violino.
Dolori intensi, gonfiore e arrossamento all’arto inferiore sinistro, che appariva cianotico e con lesioni bollose, oltre a febbre alta: il quadro clinico era allarmante fin dal primo momento.
Il ricovero e la diagnosi
Appena giunto in ospedale, l’uomo viene sottoposto con urgenza a una TAC, eseguita rapidamente in Radiologia Generale diretta da Fabio Tamburro. L’esame evidenzia un infarcimento emorragico nei tessuti sottocutanei. La diagnosi è severa: sepsi e fascite non specificata all’arto inferiore sinistro.
Il paziente viene ricoverato nell’Unità Operativa Complessa di Medicina di Emergenza e Urgenza, diretta da Giovanna Guiotto. Ma le sue condizioni peggiorano rapidamente: la febbre resta alta e l’infezione continua ad avanzare.
Il peggioramento e il rischio amputazione
Nei giorni successivi emergono aree di vasta necrosi dalla radice della coscia fino alla gamba. Si sviluppa anche un’artrite settica del ginocchio che fa temere il peggio: l’amputazione dell’arto.
All’inizio di luglio il ragazzo viene trasferito in Terapia Intensiva, diretta da Ciro Fittipaldi. Poco dopo passa sotto la presa in carico di Alfredo Borriello, responsabile dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Chirurgia Plastica.
Il lavoro di squadra che salva la vita
Inizia una battaglia lunga e complessa. Borriello e la sua équipe eseguono circa dieci interventi di debridement per rimuovere progressivamente i tessuti necrotici. Parallelamente, grazie alla collaborazione con l’infettivologa Marina Lugarà e all’impiego di terapie innovative, la situazione infettiva comincia a migliorare.
Superata la fase più critica, prende il via il percorso ricostruttivo: vengono effettuati circa cinque interventi per l’applicazione di matrici dermiche di ultima generazione e innesti cutanei. Progressivamente la febbre cala, lo stato emodinamico si stabilizza e diminuisce l’essudato dalle ferite.
Il ritorno a casa
Dopo un lungo ricovero, l’uomo torna finalmente a casa. Ma soprattutto, ha conservato il proprio arto ed è tornato a camminare normalmente.
“Anche in questo caso donne e uomini dell’ASL Napoli 1 Centro sono stati straordinari – afferma Maria Corvino, direttore sanitario –: grazie a professionalità e competenza un caso clinico complesso è stato affrontato in modo eccellente. Una sanità d’eccellenza che ogni giorno offre risposte ai nostri concittadini”.
Sulla stessa linea Gaetano Gubitosa, direttore generale: “Quello dell’Ospedale del Mare è un team multidisciplinare che ha lavorato insieme per salvare l’arto e la vita di un paziente. Questo risultato è frutto di dedizione e capacità di agire insieme, mettendo sempre al centro il paziente e la sua salute. Ringrazio tutto il personale coinvolto per l’impegno e l’eccellente traguardo raggiunto”.
